Le multe autovelox in ritardo sono sempre illegittime

Le multe per eccesso di velocità notificate in ritardo sono sempre illegittime e non devono essere pagate neanche se, guardando alla data in cui gli accertatori hanno visionato i fotogrammi scattati con gli autovelox, il termine di 90 giorni potrebbe considerarsi rispettato.

Il dies a quo è quello della commessa infrazione. Lo spiega di Valeria Zeppilli, dello Studio Cataldi, commentando una sentenza Tar della Lombardia che ha chiarito la lettura dell’articolo 201 del codice della strada.

Dopo l’installazione di 7 nuovi autovelox, il Comune di Milano per un lungo periodo di tempo non era riuscito più a notificare nei termini i verbali con i quali venivano contestate le violazioni dei limiti di velocità accertate. Era quindi stato convenuto in giudizio da un’associazione dei consumatori, Altroconsumo.

Il Comune sosteneva di aver accertato un enorme numero di violazioni nei primi nove mesi di funzionamento dei nuovi autovelox, con la produzione di 1.664.070 fotogrammi di veicoli che superavano i limiti di velocità, non riuscendo a gestire con tempestività le procedure di accertamento.

Il Tar ha sentenziato che anche in tal caso la tempistica deve ritenersi violata e non solo: la prassi comunale di indicare nei verbali di accertamento delle infrazioni al Codice della Strada una dicitura errata in ordine al rispetto dei tempi di notifica è illegittima.

Il Comune, quindi, è stato condannato a porvi rimedio entro 90 giorni. “La sentenza – commenta Valeria Zeppilli – deve portare indubbiamente a ritenere che il dies a quo per il computo del termine fissato per la notifica dei verbali con i quali vengono accertate le violazioni del medesimo codice decorrono dalla data della commessa infrazione”.