Lo dicono pure i sondaggi. Forza Italia determinante per far vincere l’alleanza

Forza Italia sarà l’ago della bilancia. Ad assegnare agli azzurri un ruolo determinante per il futuro è il Corriere della Sera che pubblica il consueto sondaggio di Nando Pagnoncelli. I risultati sono netti: il centrodestra vincerà ma sarà soprattutto il partito di Berlusconi, seppur dimagrito rispetto ai fasti del passato, ad essere decisivo per la maggioranza che verrà.

Lo studio è complesso è analizza quattro scenari differenti, visto che non c’è certezza né sulla legge elettorale con cui si voterà alle prossime politiche né sul numero dei parlamentari che dovranno essere eletti, posto che in settembre ci si esprimerà sul taglio degli stessi, con un referendum confermativo.

Nel dettaglio, s’è dapprima valutata l’ipotesi di una elezione con il Rosatellum (sistema misto proporzionale e maggioritario) con il centrosinistra alleato al M5s e poi con i grillini in solitaria. In entrambi i casi il centrodestra vincerebbe. Un trionfo se pentastellati e dem corressero divisi; netta affermazione dei moderati se questi corressero coalizzati. All’interno del centrodestra, rispetto al Parlamento attuale, Lega (25,5%) e Fdi (16,4%) la farebbero da padroni rispetto a Forza Italia, accreditata al 7,7%.

Ma è con l’ipotesi di un voto con il Germanicum (sistema proporzionale puro con soglia di sbarramento) e con il taglio dei parlamentari andato a buon fine che il partito di Berlusconi sorriderebbe nonostante il peso inferiore rispetto agli alleati. Gli azzurri sarebbero infatti decisivi per la formazione di un governo di centrodestra. Con la soglia di sbarramento al 5%, leghisti e meloniani avrebbero 191 deputati (117 Lega, 74 Fdi) su 400 e 94 senatori (56 Lega e 38 Fdi) su 200. Niente maggioranza per un soffio. Ecco che sarebbero quindi determinanti i 34 deputati e i 17 senatori forzisti. Stesso discorso se la soglia di sbarramento si abbassasse fino al 3%. I sovranisti, per avere la maggioranza, non potrebbero fare a meno di Forza Italia. Ecco perché i berlusconiani oggi si ritrovano a spingere verso un sistema proporzionale puro. Il Germanicum li porterebbe di fatto ad essere centrali e indispensabili per un governo di centrodestra.

Ecco perché il senatore azzurro Andrea Cangini è il più lesto a commentare sul sistema di voto: «Non c’è partito o movimento politico che non sia alle prese con la definizione o ridefinizione della propria identità politica e culturale – dichiara al Foglio -. È bene che questo processo si compia, per poi auspicabilmente tornare al maggioritario. Ma solo dopo che ciascun soggetto politico avrà capito chi è, da dove viene, lungo quale via è incamminato, quali sono i veri amici e quali i veri nemici». E ancora: «Confido che l’evidente incapacità di Matteo Salvini a calarsi nei panni non solo dell’uomo di Stato ma anche del leader di coalizione spinga il mio partito, Forza Italia, a liberarsi della sindrome di Stoccolma che a giorni alterni pare avvincerne lo spirito, minacciandone l’onore».

Un occhio al calendario parlamentare. Si discuterà di legge elettorale in piena estate, a fine luglio. Consapevoli che con il Rosatellum si prefigura una vittoria a valanga del centrodestra, il Pd metterà sul tavolo una proposta di proporzionale puro. L’intento: limitare la massimo la sconfitta e sperare, con la tagliola dello sbarramento, di far fuori definitivamente l’odiato Renzi.



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