L’Ue avverte Israele: ‘In caso di annessioni agiremo’

Come abbiamo detto più volte, l’annessione non è in linea con il diritto internazionale” e se Israele insisterà con il suo piano di annettere parti della Cisgiordania occupata, “l’Ue agirà di conseguenza”. Così Peter Stano, portavoce dell’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell. Stano ha spiegato che i ministri degli Esteri dell’Ue discuteranno dell’argomento alla riunione di venerdì, evidenziando comunque che l’Unione “comprende le esigenze di sicurezza di Israele” e di aver dato il suo sostegno ad esse.

I ministri degli Esteri della Ue stanno considerando la possibilità di “imporre sanzioni” nei confronti di Israele se procedesse nei suoi piani di “annessione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania e della Valle del Giordano”,  riferisce la Wafa, l’agenzia dell’Autorità palestinese (Anp) che cita una fonte “europea ben informata” che ha ricordato che “ogni risoluzione della Ue deve essere approvata dai 27 membri, nonostante le previsioni che alcuni Paesi metteranno il veto a causa delle loro relazioni con Israele”. Per evitare questo veto, ha continuato la fonte, l’Ue farebbe ricorso ad altri passi, come “il congelamento del programma Horizon Europe 2021-2027, attraverso cui think-tank israeliani ricevono miliardi di dollari”. C’è anche, ha spiegato, la “possibilità di sospendere l’Accordo Ue-Israele che dà a quest’ultimo libertà di accesso ai mercati europei”. I mancati rinnovi, “priverebbero Israele di significativi vantaggi economici”. Infine la fonte ha riferito che l’Ue mira a “pressioni diplomatiche e politiche su Israele” per impedirgli passi unilaterali.

Intanto il nuovo governo di emergenza nazionale formato dal premier Benyamin Netanyahu e dal suo ex avversario Benny Gantz giurerà il prossimo giovedì 14 maggio, ha fatto sapere quest’ultimo nella veste di presidente della Knesset. In un primo momento il giuramento del nuovo esecutivo – che vedrà Netanyahu premier per i primi 18 mesi e poi Gantz per i successivi 18 – avrebbe dovuto giurare mercoledì 13. Il rinvio di un giorno appare legato all’arrivo in Israele del segretario di stato Usa Mike Pompeo che vedrà sia l’attuale premier sia Gantz. Secondo i media, negli incontri potrebbero essere discussi i piani di Israele di estendere la sua sovranità, sulla scia del piano di pace di Trump, agli insediamenti ebraici in Cisgiordania e alla Valle del Giordano. 


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