L’unico record di Conte: aumentano le auto blu. In due anni 4mila in più

Ci volevano i Cinque stelle al governo per far aumentare le autoblu. Ma non dovevano tagliarle? Peccato che dal 2018, cioè proprio da quando a governo ci sono Conte e Di Maio, il numero delle autoblu con autista sia cresciuto del 30%, arrivando a sfiorare le 4mila unità, mentre due anni fa erano circa 3mila. Si devono essere distratti gli anti-casta, o forse quello delle autoblu ha smesso di essere un problema ed è diventato un fantastico benefit. Solo un anno fa Di Maio diceva «bisogna ridurre le auto blu per i politici al massimo, diamole alle forze dell’ordine che ne hanno bisogno», mentre colpì molto l’arrivo di Roberto Fico alla Camera in autobus, al suo primo giorno da terza carica dello Stato. Tutta propaganda, nel frattempo il numero delle autoblu (e «grigie», quelle sotto i 1600 cc) lievitava come un soufflé, nel silenzio nel governo Conte. Nel censimento sulle auto di servizio in dotazione alla Pa condotto dalla Funzione pubblica, anticipato dal Messaggero, risulta infatti il considerevole aumento del parco auto dello Stato. Che si dividono in due macrocategorie: le auto di servizio senza autista in dotazione ai vari enti pubblici, e poi le autoblu vere e proprie, quelle della «casta», col lampeggiante e l’autista. Ebbene il totale passerà da 33mila a quasi 40mila, con l’aumento del 30% delle autoblu.

Qualche sentore c’era già stato, come quando venne fuori, nel 2019, che la Consip aveva in corso due bandi per la fornitura uno di 7.900 auto con una cilindrata sotto i 1.600 cc, e il secondo di 380 vetture oltre questa cilindrata, per un costo complessivo per le casse dello Stato di 168,5 milioni. Di Maio, allora vicepremier e pluriministro, dopo aver assicurato di non saperne niente, annunciò una indagine interna per «fermare tutta sta roba qui, perché il nostro obiettivo è ridurre le Auto blu». L’indagine interna non deve aver avuto successo, visto che l’andazzo non è affatto cambiato ma anzi si è moltiplicato se, come scrive il Messaggero, «sono circa 160 le vetture di Stato parcheggiate nei cortili dei ministeri e della presidenza del Consiglio, di cui 70 blu. Nei garage dei Comuni se ne contano invece più di 16 mila: il Comune di Roma, con oltre 100 mezzi, figura tra quelli più forniti. Le Regioni dispongono di almeno 1.500 autovetture, di cui un terzo sono blu. Proliferano in Campania (una cinquantina in tutto tra giunta e Consiglio regionale) e Calabria (sopra quota cinquanta), ma anche in Molise (dove sono circa venti)». Gli enti locali partecipano con grande slancio all’abbuffata, perché la legge fissa un tetto massimo di autovetture per le amministrazioni centrali ma non per quelle periferiche, che quindi abbondano. Così si spiega perché un comune come Giarratana, in Sicilia, 2900 abitanti scarsi, abbia in garage ben 4 autoblu ad uso esclusivo con autista incorporato. Quali autorità dovranno mai accompagnare e in quali fondamentali appuntamenti istituzionali? Misteri, blu. Il governo Renzi, appena insediato, lanciò la vendita delle autoblu su eBay, riuscendo alla fine a piazzarne poco più di cento, una goccia nel mare. Ci si aspettava molto, invece, dal governo Conte e dal M5s, grandi nemici dei privilegi. Ma invece di tagliarle, hanno preferito accomodarcisi dentro.



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