“Manca una strategia Il ministro è inadeguato”

In quattro mesi l’elefante non solo ha partorito un topolino, ma pure uno piccolo e malaticcio. Questa l’immagine che emerge dalla «soluzione scuola» adottata dalla ministra Lucia Azzolina. L’istruzione è di fatto l’unico settore in cui vige ancora il lockdown. Da tempo le opposizioni chiedono misure urgenti. E altrettanto hanno fatto in questi mesi genitori e insegnanti. E le decisioni annunciate ieri dalla ministra e dal premier hanno dimostrato che la scuola è tutt’altro che fuori dall’emergenza.

Dopo quattro mesi, lamenta Licia Ronzulli (Forza Italia) la soluzione trovata dal ministro Azzolina è «di cacciare gli studenti dalle scuole. Questa è l’ennesima proposta assolutamente strampalata, è chiaro che il ministro è incapace di gestire l’istruzione italiana». Ed è soprattutto l’indeterminatezza del piano di rientro a scuola a mostrare i limiti dell’azione di governo. «Lo stesso ministero dell’Istruzione – fa notare Mariastella Gelmini, capogruppo azzurro a Montecitorio – dichiara di non avere ancora alcuna piattaforma di formazione a distanza con cui rimediare alle discriminazioni che abbiamo visto sorgere negli ultimi mesi dell’anno scolastico appena chiuso. Insomma, il governo arriva tardi e male: si sfruttino le settimane che ci separano da settembre per coinvolgere chi conosce realmente il mondo della scuola, come dirigenti scolastici e insegnanti, e soprattutto si diano certezze sulla riapertura a famiglie e studenti».

«Dopo gli Stati generali – le fa eco il leader leghista Matteo Salvini – il governo aveva promesso il taglio delle tasse, e invece annuncia il taglio degli studenti. Il ministro dell’Istruzione sostiene che i ragazzi dovranno essere il 15% in meno all’interno degli istituti. Su quali basi verranno scelti gli esclusi? Dove verranno mandati? Il ministro Azzolina si dimetta, non è in grado di gestire il futuro dei nostri figli». Anche la Meloni boccia la strategia del governo. «Conte – dice – si accorge solo ora che vanno eliminate le classi pollaio. Tutto questo ottimismo è ingiustificato perché oltre a mancare una strategia generale sulla riapertura, il tempo per agire con interventi risolutivi è ormai molto poco».



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