Michele D’Attanasio, un David di Donatello in bici

È uno dei direttori della fotografia più prolifici e talentuosi del cinema italiano. A 41 anni ha conquistato il suo primo David di Donatello per Veloce come il vento di Matteo Rovere. Oggi, causa quarantena, è costretto lontano dal set, ma ha comunque trovato il modo per alimentare la sua seconda grande passione, la bicicletta. Quando non gira con la macchina da presa, Michele D’Attanasio, pescarese doc, gira sulle due ruote, seguendo i consigli del suo amico e conterraneo, l’ex campione del Giro d’Italia Danilo Di Luca.  Questa volta, però, si cimenta sui rulli in casa, lontano da curve e rettilinei della strada.

“Pedalo soprattutto per spostarmi in città, sia per raggiungere i set, sia per diletto – racconta mentre spinge sui pedali -, ma un’altra cosa che mi piace fare è correre, e riesco a farlo praticamente ovunque, anche quando viaggio per lavoro”. Prima dello stop per l’emergenza coronavirus, D’Attanasio – che ha conquistato anche altre due nomination ai David di Donatello per Lo Chiamavano Jeeg Robot e Capri Revolution – stava girando il nuovo film di Michele Placido sulla figura del Caravaggio. “E’ una pellicola molto interessante visivamente – racconta -. E’ stato davvero un peccato fermarsi, ma aspettiamo che finisca tutto per ripartire. Il film si è fermato, ma ripartirà”.

VELOCE COME IL VENTO (2016) di Matteo Rovere – Trailer ufficiale HD

Ma la carriera di D’Attanasio comincia ormai quasi vent’anni fa quando, dopo aver frequentato il Dams a Bologna, debutta al fianco di Paolo Carnera in L’Amore ritorna di Sergio Rubini. Era il 2003 e di tempo e pellicole ne sono passate tantissime, oltre 30 tra film per il cinema e serie televisive come Gomorra o Rocco Schiavone. “Quando ero ragazzino ero il classico studente che portava la telecamera del padre a scuola per girare qualche cosa – il suo ricordo -. Inizialmente la mia idea era quella di fare il regista, perché pensavo curasse anche la parte visiva del film, che facesse le riprese. Poi, negli anni, ho capito che quello che volevo fare, tra i vari ruoli, era proprio il direttore della fotografia”.

Da qualche giorno, ormai, è tornato ad allenarsi anche in strada. Ora D’Attanasio attende solo il via libera per poter tornare sul set. Nel frattempo non nasconde il sogno di poter girare un film proprio sulla vita di Danilo Di Luca, per raccontare i successi e le disavventure umane e sportive di un ex campione come il suo grande amico. E, chissà, potrebbe anche essere il suo debutto da regista. “Non solo è mio conterraneo, ma anche un amico da sempre – conclude -. Girerei una pellicola basata sul suo libro ‘Bestie da vittoria’, la storia di un grande campione della bici come Danilo”.    


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