Migranti e blocchi navali, ?si rompe il fronte dei 5s “No pregiudizi ideologici”

Se anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle legittimano i blocchi navali, vuol dire che la misura è davvero colma. A parlare è il sindaco di Porto Empedocle, una delle città che sta sopportando il maggiore peso degli sbarchi e dal cui hotspot sono fuggiti 500 migranti nei giorni scorsi. Ida Carmina non è una sprovveduta: ex funzionario di Polizia, avvocato, docente di diritto e dal 2016 primo cittadino di Porto Empedocle.

I blocchi navali? Quando ce n’è l’estrema necessità si possono anche fare. Del resto li decise anche la sinistra, governo Prodi, anno 1997, nei confronti dell’Albania“, afferma Ida Carmina a La Nazione in riferimento a quanto fatto da Matteo Salvini, ora sotto processo per questo motivo. Il sindaco di Porto Empedocle ha le idee molto chiare in merito: “Non dico che servano ora, ma un controllo puntuale del canale di Sicilia, quello sì che serve. Abbiamo bisogno di meno pregiudizi ideologici e di una sana gestione del problema, che oggi non è tanto di immigrazione tout court ma di emergenza sanitaria legata agli sbarchi. Vorrei che si facesse meno uso strumentale del tema, da un lato e dall’altro, e si usasse più pragmatismo“.

Sono parole di chi vive in prima persona l’esperienza degli arrivi dei migranti sul proprio territorio e di chi teme concretamente per la salute dei suoi cittadini, messa a repentaglio da politiche di accoglienza non adeguate che hanno permesso la maxi fuga dei giorni scorsi. Nonostante questo, Ida Carmina non se la sente di entrare nel merito della decisione del Senato su Matteo Salvini: “La linea di noi 5 Stelle è sempre stata conciliare rigore, solidarietà e legalità. Comunque, quella di Salvini fu una scelta politica. A un amministratore può capitare di essere chiamato a rispondere dei suoi atti. Ogni volta che ne firmo uno, so che c’è questo rischio. Nessuno è al di sopra della legge. Questo premesso, io non entro nel merito della vicenda, ma fossi lui mi fiderei della giustizia. Nulla è già scritto“.

Secondo il sindaco di Porto Empedocle, l’aumento degli sbarchi rispetto agli ultimi mesi è dovuto al mutamento degli scenari politici del Nord Africa e nonostante, numericamente, i flussi siano inferiori a quelli di 3-4 anni fa, l’attuale situazione è diventata insostenibile a causa dell’emergenza epidemiologica: “Mette in ginocchio il nostro territorio, il quale è totalmente libero da Covid 19, ma si trova interessato da flussi di migranti nei quali ci sono anche persone infette. Il problema è sanitario, basti pensare che trai migranti arrivati mercoledì pare che ci siano 28 positivi al Covid19. La situazione è grave“.

Ida Carmina ha fiducia nei rappresentati del suo movimento nelle istituzioni e oggi attende l’arrivo di Vito Crimi nella sua Porto Empedocle, ma chiede atti concreti per la risoluzione della situazione in breve tempo: “I protocolli sanitari devono valere per tutti, italiani e stranieri. Le fughe dai centri di accoglienza prima che sia finito il periodo di quarantena sono inammissibili. Questo ci devono garantire. In questo senso, le navi-albergo possono servire. Anzi sono una buona soluzione. Ma a Lampedusa, dove i migranti arrivano, non qui. Per spostarli in sicurezza solo quando sono negativi, non prima“. Al sindaco di Porto Empedocle è stato garantito che le navi quarantena non verranno ancorate davanti alle coste della sua zona. La sua paura è che la loro presenza, per quanto non rappresenti potenzialmente un rischio per la salute del suo territorio, sia un deterrente per il turismo.



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