Misano. Gp, ecco il certosino lavoro della polizia scientifica

All’interno del circuito è stato allestito il “Moving Lab” della Polizia di Stato. Il laboratorio mobile, gioiello di tecnologia applicata all’investigazione, è racchiuso in un Ducato Euro Cargo allestito con una postazione completa per il fotosegnalamento. All’interno è stato possibile vedere tutte le sofisticate attrezzature per effettuare sopralluoghi, verificare documenti falsi, prelevare residui di polvere da sparo e perfino campioni di DNA, per avviare rapidamente un’indagine e avere primi riscontri immediati. Il ‘Moving Lab’, a tutti gli effetti un ufficio operativo, rappresenta così per la Polizia Scientifica anche uno spazio d incontro per illustrare le tecniche di sopralluogo sulla scena del crimine e per riprodurre identikit necessari per individuare persone scomparse o ricercate che da sempre affascinano l’immaginario di tutti.

Il Moving Lab, Laboratorio Mobile di Polizia Scientifica, attrezzato con tutte le dotazioni necessarie per le attività investigative di tipo scientifico, è in grado di riprodurre il lavoro di un Gabinetto di Polizia Scientifica: permette in particolar modo di foto-segnalare una persona e verificare in pochi istanti se gravata da eventuali precedenti di polizia, di valutare l’autenticità dei documenti in caso di dubbi durante un controllo, di analizzare le sostanze stupefacenti sequestrate, e molto altro ancora.

Il personale specializzato del Gabinetto provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Rimini e del Servizio Polizia Scientifica di Roma hanno così potuto illustrare la propria attività, dare risposta alle sempre maggiori curiosità dei cittadini sulle tecniche dell’investigazione scientifica, ma soprattutto consolidare il dialogo con la collettività sui valori dell’educazione alla legalità.

Durante le diverse attività sono state svolte anche attività ludiche per i più giovani che improvvisandosi piccoli operatori della scientifica hanno potuto sperimentare le tecniche di esaltazione delle impronte latenti o partecipare a giochi interattivi multimediali al termine dei quali ricevere il ‘Diploma del piccolo investigatore’.

Numerosi sono stati i curiosi – famiglie con bambini, ma anche adulti, anziani, semplici turisti – che si sono avvicinati per conoscere le attività e per parlare con gli operatori della Polizia Scientifica, impegnati nell’illustrare l’attività della specialità dispensare informazioni ai visitatori, soprattutto bambini desiderosi di sapere, attentissimi nell’ascoltare e apprendere le tecniche della Polizia scientifica, soprattutto per quanto riguarda le impronte papillari e la loro unicità. Centinaia gli sportivi che sotto lo stand della Polizia Scientifica allestito all’interno del paddock hanno potuto toccare con mano gli strumenti operativi quotidianamente utilizzati dai Poliziotti della Scientifica della Questura di Rimini che, con la tuta bianca, mascherina e calzari, intervengono per effettuare sopralluoghi tecnici, per sviluppare identikit, per rilevare e sviluppare impronte digitali e tracce biologiche e per ricostruire (anche digitalmente) la scena di un crimine e per supportare le attività investigative.

All’interno del paddock è stato inoltre allestito uno spazio espositivo dove è stato possibile ammirare una ALFA ROMEO GIULIETTA 1300 e un SIDECAR MOTO GUZZI V7 concessi per l’occasione dal Museo storico della Polizia di Stato di Roma.