Misano. LA GUARDIA DI FINANZA SCOPRE OTTO LAVORATORI “IN NERO” DI CUI TRE SONO RISULTATI PERCEPIRE INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA

LOTTA AL LAVORO SOMMERSO E ALLO SPRECO DI DENARO PUBBLICO: LA GUARDIA DI FINANZA SCOPRE OTTO LAVORATORI “IN NERO” DI CUI TRE SONO RISULTATI PERCEPIRE INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA.

 

Continua l’attività delle Fiamme Gialle finalizzata alla repressione del fenomeno del sommerso da lavoro, dello sfruttamento della manodopera irregolare o “in nero” ed agli sprechi di denaro pubblico, nel settore delle “Prestazioni sociali Agevolate” spettanti a cittadini in condizione economica e sociale svantaggiata.

 

Il Comando Provinciale di Rimini, in tale contesto ha promosso e coordinato un piano operativo che ha condotto i Finanzieri del Gruppo di Rimini a concludere l’attività ispettiva, già avviata precedentemente all’emergenza epidemiologica da COVID-19, nei confronti di 3 imprese operanti rispettivamente nel settore turistico-alberghiero, nel settore edile e nel settore della somministrazione di personale.

 

I controlli eseguiti hanno permesso di accertare l‘impiego di 08 lavoratori completamente “in nero”, di cui 2 cameriere ai piani trovate a lavorare in un albergo di Rimini, 3 addetti al servizio presso un locale d’intrattenimento a Misano Adriatico ed in forza ad una cooperativa e 3 manovali presso un cantiere edile a Rimini.

 

I successivi approfondimenti delle posizioni relative ai lavoratori trovati “in nero”, eseguiti attraverso la consultazione incrociata delle banche dati in uso alla Guardia di Finanza, hanno, altresì, consentito di appurare che 3 soggetti risultavano appartenere ad un nucleo familiare beneficiario della misura di contrasto alla povertà denominata “Reddito di Cittadinanza”.

 

Emblematica è risultata la posizione di un manovale presentatosi presso gli uffici della Guardia di Finanza al fine di denunciare il proprio rapporto di lavoro irregolare svolto alle dipendenze di un’impresa edile. Lo stesso non aveva evidentemente tenuto in considerazione che la misura del contributo del Reddito di Cittadinanza, di cui era beneficiario, non fosse compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa “in nero” e che potesse addirittura avere conseguenze di natura penali.

 

Due dei lavoratori percettori di Reddito di Cittadinanza sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per non aver comunicato l’avvio della propria posizione lavorativa, nella forma di lavoratore dipendente; mentre per tutti e tre è stata inviata segnalazione ai competenti uffici I.N.P.S. per l’avvio della procedura di decadenza/revoca dal beneficio economico e il recupero delle somme indebitamente percepite per un importo complessivo pari ad € 5.000,00.

 

Invece, a carico delle imprese che hanno impiegato i lavoratori “in nero”, sono state elevate sanzioni amministrative per complessivi € 23.620,00 nel minimo inviandone comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per i provvedimenti di competenza.

 

Nel frattempo, a seguito dell’intervento delle fiamme gialle riminesi, la cooperativa ha provveduto a versare alle casse dell’erario la somma di € 12.000,00 per la definizione delle sanzioni contestate all’esito del controllo.

 

L’attività di controllo nei confronti dei soggetti destinatari delle prestazioni sociali agevolate mira, da un lato, a salvaguardare gli interessi finanziari degli Enti pubblici erogatori e, dall’altro, a perseguire obiettivi di “equità sociale”, tutelando la corretta redistribuzione delle risorse pubbliche nei confronti di chi ne abbia effettivamente diritto e bisogno e reprimendo le condotte di indebita richiesta e/o percezione di sussidi e agevolazioni.