Misano. Suggerivano ai familiari dei morti il nome delle pompe funebri: in tre rinviati a giudizio

Suggerivano ai familiari dei morti il nome delle pompe funebri alle quali rivolgersi per l’ultimo viaggio del proprio congiunto. Due necrofori dell’Ausl di Rimini, in servizio all’epoca dei fatti all’obitorio di Riccione, e il titolare di un’agenzia funebre, saranno processati a vario titolo a partire dal 10 novembre prossimo. L’imprenditore, 49 anni, residente a Misano Adriatico è accusato di corruzione in concorso con uno dei necrofori. L’altro necroforo deve rispondere di abuso d’ufficio. Secondo l’accusa il dipendente ospedaliero sospettato di corruzione avrebbe intascato del denaro, beni in natura (dai cappelletti fatti in casa alle melanzane dell’orto) e avrebbe approfittato delle conoscenze dell’imprenditore per ottenere piccoli favori (come, ad esempio, il cambio di un telefono cellulare da parte di un negoziante). L’altro si sarebbe limitato, in qualche caso, a indicare ai familiari il nome dell’agenzia. Agli addetti alle camere mortuarie è, invece, vietato dare indicazioni del genere.