Modena, vaccini, per Burioni contestazioni al Monzani

MODENA. Un cantante, un medico, un contestatore. Non è l’inizio di una barzelletta, ma la fine dell’incontro di ieri al Monzani. Tocca ad Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo, spegnere una polemica tra l’accademico Roberto Burioni e uno dei tanti oppositori all’obbligo vaccinale. Il medico pesarese presenta a Modena il suo libro “La congiura dei somari”. In via Aristotele qualche decina di No-Vax organizza un sit-in, sorvegliato dalla polizia. «Siamo per la libertà di scelta vaccinale», spiega Massimo Rodolfi, presidente di Riprendiamoci il pianeta. Per Rodolfi il comportamento di Burioni è «scorretto e offensivo, da denuncia penale.

Qualcuno sta procedendo perché ci ha denigrato e diffamato». Inoltre, «il dibattito reale sarebbe stato interessante nel Paese prima che alla Camera». «L’obbligo vaccinale è un fallimento perché vorrei vivere in un Paese in cui le persone vaccinano i figli spontaneamente», sostiene Burioni, suscitando applausi maggioritari. Il dottore affronta a muso duro «i somari, persone stupide che pensano di sapere le cose senza averle studiate, vivono in branco e si convincono reciprocamente di avere ragione». Burioni cita dati sul morbillo in Italia («4.689 casi e 4 decessi dall’inizio del 2017») e lancia stoccate.

Poco dopo, una trentina di persone lasciano la sala. «Grazie di essere venuti, si può protestare anche contro la pentola a pressione», rimarca l’ospite. Per Burioni «i medici contrari ai vaccini non sono somari, ma persone in malafede, un pericolo per i pazienti e una vergogna per la professione». Superate due contestazioni, il medico lascia il microfono ad Alberto Bertoli, che esegue tre brani, da “Oracoli” fino “A muso duro”. Così prosegue il botta e risposta. «La scienza non è un dogma: chiunque è convinto che i vaccini facciano male può raccogliere informazioni e condividerle con la comunità scientifica», esorta Burioni. «Sono quattro anni che non abbiamo un confronto», ribatte un dissidente. «Sono anche quattro anni che Federer non vuole giocare a tennis con me», risponde Burioni. «Non è un dibattito, ma la presentazione di un libro», conclude Bertoli, invitando tutti alla calma.

 

Fonte: Gazzetta di Mantova