Montegridolfo. Cagnacci, Montegridolfo, Saludecio e… Vittorio Sgarbi

Un elogio da Vittorio Sgarbi per Montegridolfo e Saludecio
 
Quasi in continuità con la conferenza saludecese che il prof. Alessandro Marchi ha dedicato per la Festa di Santo Amato a “Caravaggio e i caravaggeschi, tra Roma, le Marche e la Romagna”,
lo scorso mercoledì 15 maggio il celebre Storico dell’Arte prof. Vittorio Sgarbi ha tenuto una lectio magistralis nella Rocca Malatestiana di Santarcangelo di Romagna su Guido Cagnacci.
L’occasione era davvero eccezionale, insieme al prof. Massimo Pulini venivano presentati quattro dipinti dell’artista seicentesco acquistati dall’imprenditore Manlio Maggioli.
Santarcangelo ha dato i natali a Guido Cagnacci nel 1601 e queste opere rappresentano quasi un ritorno a casa del grande artista che ha vissuto a Rimini, Roma, Venezia ed infine a Vienna, dove è morto pittore della corte imperiale nel 1663.
Dopo aver esaltato Cagnacci quale pittore sinceramente erotico -con spettacolari confronti tra quadri raffiguranti Santa Maria Maddalena, Cleopatra ed Allegorie dalla vita con corredo di disinibiti commenti- Sgarbi ha tracciato il percorso artistico del pittore romagnolo.
In questo excursus ha spiegato con la nota perizia del critico, alcuni dipinti collocandoli tra le varie peripezie vissute da Cagnacci, fino a giungere alle grandi opere presenti in Valconca.
Dapprima ha illustrato la pala della Madonna di Montegridolfo con San Rocco, San Sebastiano e San Giacinto, mimando nella posa il Santo ignudo, collocando la bella Madonna col Bambino sotto l’influenza del Guercino, ed esaltando infine le altre figure ed i volti dei Santi.
Già con questo omaggio sarebbe stata sufficientemente nominata la valle marchignola, tuttavia ha fatto proseguire la sua lezione con il quadro saludecese rappresentante la Processione del Santissimo Sacramento.
A questo punto Vittorio Sgarbi senza mezzi termini ha detto: se volete vedere il più bel quadro di Guido Cagnacci dovete andare a Saludecio!
Sgarbi è un raffinato conoscitore di questo lembo di Romagna, anche la vigilia del Natale 2016 si è recato in visita al Museo di Saludecio e del Beato Amato accompagnato dal direttore, arch. Marco Musmeci, per ammirare ancora una volta i dipinti del Cagnacci.
Infatti -i dipinti- perché nel Museo dedicato a Santo Amato Ronconi sono custoditi ben due opere del Cagnacci: oltre alla Processione è presente anche una pala con San Sisto Papa dal forte naturalismo del 1627.
Le parole del prof. Sgarbi sono state un invito a tornare a visitare il Museo di Saludecio e nel contempo l’Oratorio di San Rocco a Montegridolfo, dove poter ammirare una delle sue opere giovanili che preludono i successi di una lunga, brillante e tormentata carriera artistica.
Si ricorda che il Museo di Saludecio e del Beato Amato è aperto tutte le domeniche di maggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00, sempre con ingresso libero e gradito.