Morciano. Coordinatore del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadini”. LA DEMOCRAZIA NEI COMUNI ED ELEZIONI COMUNALI DEL 2019 by Hossein Fayaz Torshizi

Riceviamo e pubblichiamo

Morciano di Romagna, 6 aprile 2019.

Coordinatore del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadini”.

LA DEMOCRAZIA NEI COMUNI ED ELEZIONI COMUNALI DEL 2019

by Hossein Fayaz Torshizi

La democrazia non è un regime perfetto, solamente, è uno strumento. È un metodo che ci permette di scegliere periodicamente, attraverso le elezioni, chi ci governa e, di non votarlo se non piace. Finché in Italia non saranno approvate “la legge delle elezioni di revoca del mandato dell’eletto per la giusta causa”, “la diminuzione della durata dell’amministrazione comunale a due anni” e “l’obbligatorietà dei Comuni ad addottorarsi d’un regolamento democratico per i referendum comunali”, non resta altro, che aspettare cinque lunghi anni, per tornare in cabina elettorale e revocare il mandato.

Almeno che, l’eletto corrotto e con grave conflitto d’interesse personale negli atti, non venga preso con le mani nel sacco e, non intervenga la magistratura a vietarlo di entrare in Comune.

Accadono spesso i casi, dove la democrazia è imperfetta, e deve essere rigenerata. È possibile raggiungere questo importante obbiettivo, quando è garantito il corretto funzionamento e la solidità dello stato di diritto.

In altre parole, l’uguaglianza di cittadini davanti la legge è la condizione principale per conservare lo stato democratico in un Comune. I conflitti non scompaiono con la democrazia, però essa offre formidabili strumenti per risolverli, rispettando i diritti di tutti, in particolare quelli delle minoranze che devono portare avanti con la massima serietà e costante presenza nei consigli comunali ed altri enti territoriali.

Per i cittadini la (le) minoranza è il governo ombra nel Comune, e da essa attendano una severa vigilanza sull’operato dell’amministrazione. Chi non è in grado di svolgere questo duro compito per cinque anni, innanzitutto, non dovrebbe candidarsi, e se è stato eletto deve avere l’onestà intellettuale di fare un passo indietro e dimettersi da  consigliere comunale. L’abuso del potere da parte della maggioranza, spesso, mette in crisi la democrazia.

Il candidato sindaco ideale è una persona nata o residente da diversi anni in Comune, non coinvolta in conflitto di interessi per la propria professione, o per il coinvolgimento in progetti urbanistici, competente, onesta e disponibile ad impegnarsi a tempo pieno.

Inoltre, non deve avere condanne penali, anche di primo grado, o essere rinviato a giudizio, o indagato per i reati contro le pubbliche amministrazioni; aver svolto più di due mandati di consigliere comunale e soprattutto non deve essere in odore di mafia. Last but not least (ultimo ma non il meno importante), deve essere sensibile ed impegnarsi a mettere i cittadini, attraverso appropriati meccanismi di partecipazione, al centro.

Hossein Fayaz Torshizi

Coordinatore del “Comitato per la difesa del cittadino”. Info@fayaz.itwww.democraziaincomune.it/

Morciano di Romagna, 6 aprile 2019.