Morciano. Coronavirus: nel pomeriggio attese nuove restrizioni nel Riminese

Buongiorno a tutti, vorrei condividere una riflessione e alcune specifiche sulle ultime ore.
Abbiamo visto ieri dai media, giornali online ma anche da diverse ordinanze dei sindaci (compreso Morciano) che c’è una elevata preoccupazione circa l’aumento del numero di casi di coronavirus nella nostra provincia. Aumento che ha fatto alzare la soglia di allarme da parte della Ausl della Romagna circa la effettiva possibilità di ricovero in rianimazione di quelle persone che possono sviluppare crisi respiratorie gravi.
Considerato che l’aumento dei casi è dovuto SOLO al contatto con il virus, il quale viene portato dalle singole persone, i comuni, d’intesa con Ausl e comitato di crisi hanno assunto delle determinazioni chiare: ridurre ulteriormente i motivi di contatto tra le persone o comunque evitare l’uso collettivo di spazi e servizi quali parchi, luoghi aperti per attività motorie, casine dell’acqua, ecc.
Sono motivi di PRECAUZIONE e dovuti al buon senso. Molto si sa di questo virus ma non ancora tutto. Tant’è che quotidianamente dai medici viene aggiunto qualcosa.
E’ quindi meglio NON RISCHIARE evitando di fare qualsiasi cosa possa essere rimandata standosene a casa. Ancora per un po’ almeno.
Ieri sindaci, prefettura, regione, ausl, hanno ascoltato e riflettuto sulle comunicazioni dei sanitari, in particolare sul fatto che l’aumento dei casi è troppo forte ed è dovuto al CONTATTO SOCIALE.
Questo non vuol dire abbracciarsi, ma semplicemente condividere spazi, non tenere la distanza di sicurezza, non lavarsi le mani dopo aver toccato oggetti e superfici non sanificate.
In funzione di tutto ciò nel corso del pomeriggio e nella serata di ieri il comitato di crisi ha iniziato ad ipotizzare misure ULTERIORMENTE restrittive specie in quei comuni dove il contagio è arrivato ad essere superiore a 1 accertato ogni 500 abitanti.
Questi comuni sono i sei dell’area sud di Rimini (Morciano è proprio il sesto). Le decisioni in merito sono demandate alla Regione Emilia Romagna la quale dovrebbe decidere in giornata. I temi del dibattito non sono però semplici in quanto se è vero che in questi sei comuni le percentuali sono più alte, esiste comunque un rapporto stretto e diretto con tutti gli altri comuni della provincia, del pesarese, di San Marino. Se non altro per motivi di lavoro. Così come è vero che il comune di Rimini ha si percentualmente meno casi, comunque in aumento, ma, da solo, è il 50% della popolazione provinciale. L’aumento percentuale costante in quel comune potrebbe produrre decine e decine di casi in solo alcuni giorni. La riflessione è quindi stata consegnata ai responsabili dell’unità di crisi regionale la quale dovrà decidere secondo scienza.
Aspettiamo il pomeriggio e, nel frattempo… stiamo a casa.

Giorgio Ciotti Sindaco