Morciano. Fayaz: “IL CASO DELLA SCOMPARSA DEL GIORNALISTA SAUDITA KHASHOGGI AD ISTANBUL”

Questa mattina, sulla mia pagina di Facebook, alcuni amici insegnanti ed i loro conoscenti discutevano sul termine riferito ad un uomo di mestiere giornalista: saudita o saudito?

La questione della probabile uccisione del giornalista saudita residente negli Stati Uniti per esilio volontario Jamal Khashoggi (Ghashoghchi), già direttore di alcuni importanti quotidiani sauditi ed attuale editorialista del Washington Post, nel Consolato dell’Arabia Saudita ad Istanbul è molto più importante del problema degli “a” e degli “o” finali nei sostantivi e negli aggettivi della bella ma difficile, lingua italiana.

Jamal Khashoggi (Ghashoghchi), con un appuntamento prefissato, mentre la sua fidanzata turca lo aspettava fuori dell’edificio, alle ore 13:00 del lunedì 2 ottobre 2018, è entrato nel consolato del suo paese, da dove liberamente mai è uscito. Si trovava in Turchia per sposare con la cittadina turca Signora Hatice Cengiz, ed aveva chiesto, quest’appuntamento per ottenere il certificato di celibato (divorzio), dalle autorità saudite.

Questo fatto di estrema gravità a danno della legalità internazionale dimostra che i diritti umani per molti non sono una questione di principio ed universale.

Spesso, con tanto vigore ed imposizione dei devastanti embarghi economici e bancari, è preteso da un paese che non è disponibile ad abbassare la testa nei confronti delle potenze imperialistiche e neocoloniali. Non mette a disposizione delle giganti multinazionali le sue vitali risorse naturali. Non impegna una grossa parte degli introiti delle sue esportazioni per l’acquisto di sofisticate armi, che spesso non sa nemmeno usare. Non cede il proprio mercato interno per i prodotti consumistici dei paesi stranieri. E, semplicemente, non mette a disposizione delle grandi potenze mondiali il suo territorio per l’installazione di basi militari straniere.

Invece, chi è disponibile a tutto ciò, è autorizzato a fare quello che vuole.

Il Tribunale internazionale dell’Aia, assieme alle autorità giudiziarie turche, dovrebbe indagare sulla scomparsa del giornalista dissidente saudita.

Hossein Fayaz Torshizi, info@fayaz.it .

Coordinatore del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”.