Morciano. Il sindaco di Morciano Giorgio Ciotti risponde al presidente dell’Unione Riziero Santi

Con riferimento al ‘post’ pubblicato sulla propria pagina Facebook da Riziero Santi, che ha proposto Giorgio Ciotti come presidente dell’Unione Valconca
Il commento del sindaco di Morciano:
“Ringrazio il sindaco di Gemmano nonché presidente dell’Unione per la stima nei miei confronti quando propone la mia candidatura a presidente dell’Unione, ma ciò che serve all’Unione in questo momento non è un nome, una persona che convochi giunte e mandi avanti l’amministrazione corrente, bensì un’idea di lungo periodo che superi le difficoltà, le mancanze e le occasioni perdute.
Quello che manca a quell’ente sovraccomunale è un’idea condivisa che può nascere da una proposta programmatica che tenga conto delle esigenze di tutti i Comuni, anche quelli che non ci piacciono, o quelli che non sono della stessa parte politica.
Oramai è chiaro che non esistono più monocolori e che la complessità sarà sempre maggiore. L’intelligenza politica è di chi riesce a capire le differenze, riesce a calibrarle, fa sintesi, propone soluzioni calibrate sulle necessità delle persone, lavora per garantire efficacia ed efficienza dei servizi che si vogliono assicurare.
Se il contenitore non va bene, se la casa è diroccata non sempre la situazione è rimediabile con una ordinaria manutenzione. A volte è necessaria una forma di rigenerazione che può dialogare con i vicini, che riesce a rapportarsi con quegli enti e quei Comuni che hanno le stesse esigenze, i quali per dimensione hanno capacità ed eccellenze che possono essere utilizzate da tutti.
In sostanza l’Unione non può essere una camicia di forza. Occorre guardare oltre: al comune di Cattolica, al comune di Misano, al Comune di Riccione, al comune di Coriano, San Giovanni. Comuni che sempre più possono collaborare nell’interesse della intera area sud della provincia. Era l’idea primigenia della regione Emilia Romagna quando proponeva l’ambito ottimale Rimini sud. Un ambito utile da più punti di vista: la progettazione delle opere pubbliche, il controllo del Territorio/polizia urbana, le attività economiche, le nuove competenze sulle pratiche sismiche, l’ambiente. Collaborazione già del resto positivamente sperimentata nel distretto socio sanitario. Quello che occorre è la disponibilità al dialogo e quella apertura, anche istituzionale, che sino ad ora è mancata. La Costituzione direbbe: ‘il principio di leale collaborazione’. Spetta a chi detiene la maggioranza nel consiglio e nella giunta dell’Unione mettersi a servizio e fare quell’atto di responsabilità invocato da Santi. Da parte nostra ci sarà tutta l’attenzione e la cura necessaria per il superamento della attuale situazione”.