Morciano. Presentate le linee programmatiche: venti punti per Morciano 2022

“E se il tempo per voi rappresenta qualcosa fareste meglio ad incominciare a nuotare o affonderete come pietre perché i tempi stanno cambiando” Time is changing, Bob Dylan, 1964

Con questi versi della nota canzone di Bob Dylan si è aperto ieri il consiglio comunale nel quale sono stati comunicate le linee di programmatiche per i prossimi 5 anni. Nulla infatti può essere più rappresentativo di quei versi della situazione attuale.
Erano gli anni nei quali Kennedy profetizzava: “Ci troviamo oggi alle soglie di una nuova frontiera. Non è una frontiera che assicuri promesse, ma soltanto sfide, ricca di sconosciute occasioni, ma anche di pericoli, di incompiute speranze e di minacce”.
In effetti quei cambiamenti negli ultimi anni si sono fatti pressanti, struggenti, tumultuosi.
E’ cambiata la società, sono cambiate le esigenze, si è rafforzata la consapevolezza che essere cittadini non è essere spettatori di un qualcosa che accade altrove ma essere protagonisti del cambiamento, propositori di innovazione, autori del proprio futuro, nella esperienza del vissuto di ciascuno, nella anticipazione dell’evoluzione del senso comune, nel rapporto con i megatrends nazionali.
Morciano da sempre è stata, nel suo piccolo, la chiara rappresentazione di tutto ciò che accadeva a livello globale.
Morciano, se fino agli anni 90 poteva immaginarsi come un luogo nel quale l’investimento era una azione collettiva facente parte di uno spirito derivante da un comune senso del futuro oggi invece, per la crisi che oramai da 10 anni stiamo subendo, ha ridotto questa capacità.
Ora studio, analisi, ideazione, pianificazione, programmazione, esecuzione e verifica sono fasi ineludibili.
Con chiarezza si vede una difficoltà nell’umano di ogni giorno ad affrontare le sfide che la quotidianità rivolge a ciascuno di noi.
Sempre più la dinamica demografica del paese individua una mobilità dei residenti di questo Comune, famiglie che arrivano, altre che se ne vanno. Il senso di marcia spesso non lo decide la famiglia ma l’esigenza che la stessa sopporta quotidianamente.
Le zone più ricche e costose espellono le famiglie più in difficoltà e anche Morciano espelle chi non ce la fa, chi perde il lavoro, chi è privo di quella protezione sociale che è la presenza dei genitori o dei nonni.
Ospitiamo anche nuovi morcianesi che spesso chiedono di essere legati ad una comune storia, che hanno imparato ad amare questo territorio e che chiedono di essere riconosciuti, integrati ed inclusi.
Lo si legge nelle statistiche demografiche e lo si legge nel lavoro quotidiano che svolgono i singoli servizi del comune.
Partendo dalla scuola, maestra di vita, inclusiva per definizione, socializzante per ruolo, è possibile raggiungere gli scopi di una nuova forma dell’essere comunità.
La crisi ha segnato questo territorio e la crisi ha segnato anche il nostro comune.
Cohen scriveva: “E’ dalle crepe che passa la luce”, ma ancora questa luce non si intravede e le crepe si stanno allargando.
È una fase storica dove la certezza di una continua e costante crescita ha lasciato il passo a incertezze e difficoltà.
È quindi imprescindibile un forte cambiamento nell’approccio alle questioni e alla amministrazione della città, perché questi anni difficili ci presentano scenari nuovi e problemi inediti, ai quali dobbiamo saper rispondere con nuove soluzioni.
De Rita a marzo di quest’anno scriveva in un articolo sul Corriere della Sera che la situazione di oggi stante la totale incertezza, chiede di mettere i programmi in soffitta e lasciare spazio alla logica delle piccole cose da scadenzare in una agenda.
Il programma presentato per i prossimi anni rappresenta una agenda di lavoro da farsi giorno per giorno per i cittadini e con i cittadini, con una sguardo alto, che pensi alla serenità di ciascuno.