Nasce in Italia il Disability Pride Network

È nato in Italia il Disability Pride Network, un organismo che promuove i diritti civili delle persone con disabilità e ne persegue la piena inclusione sociale. Si tratta di una rete internazionale aperta e in continua espansione, formata da realtà che condividono gli stessi valori e obiettivi al fine di promuovere e affermare un nuovo modo di vivere, pensare e valorizzare le persone con disabilità.

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“Storicamente – spiegano in una nota i promotori del network – la disabilità è spesso stata stigmatizzata, ingenerando paura, suscitando vergogna. In molti contesti, ancora oggi si guarda alle persone con disabilità esclusivamente come soggetti fragili, trascurandone, invece, le potenzialità che potrebbero renderli, in grado di apportare un reale contributo all’interno della collettività. Accogliere condizioni, situazioni ed esigenze differenti significa scardinare le coordinate che ancora oggi conducono all’esclusione delle persone considerate non conformi ai criteri di presunta normalità e facilmente esposte a situazioni di possibile multi-discriminazione in ragione delle loro condizioni biologiche, sociali e culturali. Il Disability Pride Network si propone come interlocutore che opera a livello internazionale al fine di incidere su un reale cambiamento culturale, e “garantire e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza discriminazioni di alcun tipo sulla base della disabilità”, come ricorda la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.

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Questi i principi che animano l’iniziativa

1.Sostenere e promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità, rispettandone dignità, autonomia
e indipendenza.

2. Rispettare e promuovere il valore delle differenze tra gli individui.

3. Sostenere e incentivare ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

4. Educare a una cultura che non contempli la discriminazione.

5. Sostenere e promuovere le pari opportunità, in particolare nei settori formativo e lavorativo, tra persone con e
senza disabilità.

6. Affermare il valore del contributo attivo delle persone con disabilità, valorizzandone attitudini e competenze.

7. Incoraggiare il percorso evolutivo e le capacità dei bambini con disabilità, preservandone identità e
potenziale evolutivo.

8. Promuovere linguaggi e comportamenti in grado di superare stereotipi e pregiudizi riferiti alle persone con
disabilità.

9. Rivendicare, sostenere e promuovere l’accessibilità universale, in ogni sua declinazione, con particolare
riguardo a oggetti, luoghi, linguaggi, saperi. Promuovere un turismo sostenibile per le persone con disabilità,
con un’attenzione particolare al superamento delle barriere architettoniche, alla reale accessibilità ai mezzi
pubblici, alle strutture alberghiere, ai luoghi di svago.

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Il Disability Pride Italia è anche il nome della principale manifestazione, una vera e propria parata, che a partire dal 2015 si svolge in Italia nel periodo estivo: nel 2015 ha preso il via a Ragusa col nome di Handy Pride; nel 2016 ha raggiunto Palermo; nel 2017 si è svolta Napoli ; e dal 2018 è approdata definitivamente a Roma. Per quest’anno era prevista a giugno ma a causa dell’emergenza non si svolgerà come di consueto e stiamo valutando di realizzare una parata/maratona virtuale dopo l’estate o in occasione ella giornata internazionale lele persone con disabilità che ricorre il 3 dicembre.

Le adesioni internazionali

“A livello internazionale – dicono sempre i promotori di questa iniziativa – abbiamo ad ora confermate adesioni da Senegal, Venezuela e Libano. Da oltre 5 anni c’è uno scambio molto intenso con gli omologhi Disability Pride di NewYork e di Brighton che stanno attualmente anche loro valutando l’adesione alla rete. La parata italiana e quella di NY si svolgono in contemporanea dal 2016 e dal 2017 anche Brighton ha scelto di unirsi nello stesso giorno. Dal 2019 la concomitanza nella scelta della stessa giornata ha visto l’aggiunta del Senegal, con la bellissima parata tenutasi a Dakar. Infine abbiamo inoltre appena ricevuto l’adesione da parte del Centro Studi Libanese indipendente che ha l’unico dipartimento del Medio Oriente dedicato interamente alle tematiche sulla disabilità – Disability Hub at the Centre for Lebanese Studies, a cui fa riferimento per il momento tutta l’area del Medio Oriente”.

martino.iannone@ansa.it )


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