Operatrice Save The Children,un boato e tutto giù

(ANSA) – ROMA, 05 AGO – Attimi di normalità spazzati via in
un momento. Il rumore, ‘come fosse un terremoto’, poi
l’esplosione, le urla dei cinque nipoti che stavano giocando sul
balcone e la porta di casa che vola letteralmente via. E’ il
racconto di un’operatrice di Save the Children dei terribili
istanti ieri delle due devastanti deflagrazioni a Beirut. “Avevo appena lasciato l’ufficio, sono tornata a casa e pensavo
alle tante cose che ancora avevo da fare. I miei cinque nipoti
stavano giocando sul balcone come in un giorno qualsiasi. Poi ho
sentito un rumore, un boato, come se fosse un terremoto. Eravamo
terrorizzati, i bambini urlavano, mia sorella voleva scappare ma
la porta di casa è letteralmente volata via”, dice Nour Wahid, una 26enne che da cinque anni lavora in Save the Children e si
occupa soprattutto delle attività di sostegno ai bambini siriani
rifugiati nel Paese.
    “Sentivamo la gente urlare, sentivamo grida venire da lontano.
    Poi è arrivata la seconda esplosione, quella devastante. E’
venuto giù tutto, le finestre si frantumavano, attorno a noi
edifici completamente distrutti. Per strada tantissime persone
stese a terra, feriti. Grida e spavento ovunque. Anche la nostra
casa è stata fortemente danneggiata e ora neanche noi sappiamo
dove andare”. (ANSA).
   


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