Ora la Boldrini se la prende col Pd: “Candida solo gli uomini”

La lotta per le pari opportunità è più viva che mai e a portarla avanti senza sosta è la pasionaria Laura Boldrini. L’ex presidente della Camera si è indignata contro il Partito Democratico, il suo partito, perché in sede di nomine nei collegi Agcom e Privacy non ha puntato adeguatamente su profili professionali femminili. Alla fine di una lunga giornata, segnata da minacce e proteste, su 8 posizioni da coprire sono state 3 le donne inserite, nemmeno una sponsorizzata dal Partito Democratico.

Elisa Giomi, professoressa e in area 5Stelle, e Laura Aria, Direttore Generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo economico e sostenuta da Forza Italia, sono state nominate nell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Ginevra Cerrina Ferroni, area centrodestra e docente, è stata invece nominata nel collegio del Garante della Privacy. Nessun volto femminile in area PD è stato votato, perché il partito ha deciso di non puntare sulle competenze in rosa, scatenando l’ira di Laura Boldrini: “È come se ci fosse sempre qualcosa di prioritario, rispetto allo scegliere una donna preparata. Non possiamo sostenere la parità di genere e poi fare un’altra cosa“. Contattata dall’agenzia AGI, nella serata di ieri, Laura Boldrini ha espresso con ancora più chiarezza il suo pensiero: “Avrei voluto quattro donne e quattro uomini, come dovrebbe essere sempre, perché abbiamo abbondanza di donne qualificate. Questo senza nulla togliere agli uomini che sono stati eletti che hanno un profilo alto. Ma penso che il principio della parità debba guidare tutte le nomine ed è ridicolo ormai chi sostiene che tra le donne non vi siano presenze qualificate“.

Per Laura Boldrini è tempo di cambiare il meccanismo mentale degli italiani, perché solo così si potrà arrivare a una vera parità di genere. Il lavoro da fare è ancora tanto e lo sottolinea prendendo come esempio le task-force realizzata in piena emergenza Covid: “Le donne erano in prima fila, nelle corsie, nelle Rianimazioni, nei supermercati, nelle farmacie, ovunque. Ma poi, quando si è trattato di comporre le task-force, abbiamo dovuto accendere dieci riflettori e sollevare la voce perché si desse la giusta proporzione alle donne a quei tavoli di analisi e proposte“.

Sulla questione nomine si è espressa anche Valentina Cuppi, attualmente presidente del Partito Democrato, d’accordo nel merito con la Boldrini ma più moderata: “Bene l’elezione di tre donne, ma è chiaro che non basta. E tra poche ore dobbiamo tenere il punto sulle commissioni alla Camera“. Valeria Fedeli, invece, si dice soddisfatta del risultato ottenuto: “Un passo avanti sul fronte della parità di genere“. Di tutt’altro avviso il fronte di Italia Viva, che si è astenuto dal voto tramite la sua deputata Silvia Fregolent: “Non votiamo, come segnale di dissenso sia nel merito che nel metodo“. Il ministro Elena Bonetti, titolare del dicastero delle Pari Opportunità, è delusa da quanto accaduto e ha così commentato con Repubblica: “Delude la scarsa attenzione del Parlamento alla parità di genere, anche con un notevole passo indietro rispetto al precedente assetto della Privacy, composto da tre donne e un uomo“. Elena Bonetti ribatte, quindi, sulla necessità di istituire una norma che da una parte garantisca l’equilibrio nelle nomine e dall’altra “istituisca processi di nomina che favoriscano l’effettivo raggiungimento di una partecipazione delle donne alla pari“.



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