Parmitano, in quarantena ho ripensato al ‘tempo’

(dell’inviata Mauretta Capuano) (ANSA) – ROMA, 08 LUG – “Nelson Mandela, che è stato in prigione per gran parte della sua vita, non ha mai perso la propria libertà”, al contrario “si può esser fuori, per strada, ma prigionieri di mostri incomprensibili”. Lo ha detto l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, Luca Parmitano, in un contributo video da Houston, con cui si è aperto stasera il Festival Il Libro Possibile di Polignano a Mare (Bari), sostento per il terzo anno da Pirelli, parlando di quello che ha scritto nei primi giorni del lockdown per la pandemia.
    “La quarantena ci ha imposto dei limiti ai quali non siamo abituati a pensare, limiti di spostamento, di libertà e ci ha costretto a ripensare cosa vuol dire impiegare il proprio tempo e come” ha sottolineato nel contributo Parmitano.
    Sul palco del Lungomare Colombo, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il direttore del distretto tecnologico aerospaziale, Giuseppe Acierno.
    “Quando si è curiosi del mondo, dell’universo, di quello che ci circonda, ogni singolo momento è un’occasione per fare e scoprire qualcosa di nuovo. Un viaggiatore del tempo e dello spazio può essere un lettore che attraverso i libri di fantascienza riesce a viaggiare in dimensioni altrimenti irraggiungibili. Può essere un astronomo che attraverso la raccolta di particelle fotoniche provenienti da altri pianeti e da altre stelle riesce a comprendere l’universo” ha spiegato Parmitano facendo riferimento al tema di questa edizione del Festival, il primo evento culturale nazionale a svolgersi fino all’11 luglio in presenza, dedicato ai Viaggiatori del Tempo e dello Spazio.
    “Io sono quel tipo di viaggiatore che ha il desiderio non solo di viaggiare con la mente e con la fantasia, ma davvero vuole essere presente fisicamente in un posto. Come tante persone da bambino avevo il desiderio di volare e ho compreso che il mio sogno si poteva avverare solo mettendomi ai comandi di un veicolo. Molto probabilmente non riuscirò mai ad avverare tutti i miei sogni, ma spero che i miei progetti possano in parte avverarsi per permettermi di essere un viaggiatore nello spazio e nel tempo anche fisicamente” ha raccontato l’astronauta da Houston.
    “Mi viene in mente un momento molto visivo di una mia esperienza: quando dalla Stazione Spaziale Internazionale, guardando fuori dalla cupola ho avuto l’impressione di perdermi in un reticolato fatto dalla visione delle centinaia di migliaia di stelle visibili nell’oscurità. Mi sembrava di essere in un reticolo tridimensionale. Questa sensazione così visiva mi ha fatto pensare a come siamo vincolati e purtroppo molto limitati nella nostra capacità di viaggiare nelle quattro dimensioni” ha aggiunto.
    “La nostra esperienza come Agenzia Spaziale Europea è quella costruita sulla perseveranza perchè per ogni fallimento esiste un momento evolutivo e con perseveranza si cresce e si affrontano anche i viaggi più impensabili”. L’astronauta ha poi ricordato una “novella molto bella che parla della percezione del tempo” in cui “la comunicazione, il modo di pensare e la percezione del tempo sono legate”. “Se questo fosse vero sarebbe bello pensare che in un futuro saremo in grado anche noi di evolverci come umanità ed essere in grado di cambiare il nostro modo di pensare e viaggiare avanti e indietro nel tempo” è l’auspicio di Parmitano. (ANSA).
   


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