Per ora solo promesse sul rinvio delle tasse. “Sanzioni da azzerare”

Passa il Recovery Fund ma all’Italia servono soldi subito per la manovrina d’estate, e così arriva la terza richiesta di scostamento di bilancio in cinque mesi, dall’inizio dell’emergenza Covid. Più di venti miliardi di euro di deficit da autorizzare in consiglio dei ministri per arrivare al voto delle Camere il 29 luglio. Serviranno per la manovra che dovrà finanziare i Comuni in crisi di liquidità, la proroga dello stop ai licenziamenti che scade il 17 agosto, l’avvio dell’anno scolastico e la proroga degli ammortizzatori sociali.

Ma dentro c’è anche l’ipotesi di inserire una rimodulazione dei versamenti fiscali previsti per settembre, «riducendo significativamente l’onere per i contribuenti per il 2020», ha anticipato ieri in question time alla Camera il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Dopo le forti proteste dei commercialisti e le minacce di uno sciopero «a oltranza» per il mancato rinvio da parte del governo delle scadenze fiscali al 30 settembre – così si sono accumulati 246 adempimenti da qui a fine mese – l’esecutivo invia un segnale. Sul tavolo ci sarebbero 4 miliardi per prorogare e rateizzare le tasse per le imprese che sono state sospese fino a settembre per il Covid. «Il governo è impegnato ad alleggerire significativamente la scadenza di settembre e valuteremo con attenzione tutte le posizioni e le indicazioni che possono essere data sapendo che poi gli interventi devono essere dotati di un senso», ha promesso il ministro. Ma sulla decisione di non prorogare ulteriormente la scadenza del 20 luglio ha rimarcato che «c’è stata una scelta, che il governo ha preso. C’è il tema delle sanzioni che valuteremo. Ricordo che il versamento del saldo medio annuale di un contribuente forfettario nel 2019 è stato pari a 400 euro, la maggiorazione per coloro che pagano entro il 20 agosto sarà pari a 1,26 euro».

Ma Forza Italia promette battaglia in Aula, con Maria Stella Gelmini che chiede chiarezza: «Le parole del ministro non hanno fornito certezze né sul rinvio delle scadenze di settembre, né sull’azzeramento degli interessi applicati a chi verserà in agosto. Nel momento in cui il ministro annuncia che l’Esecutivo chiederà al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio, è bene che si sappia che senza una preventiva chiarezza su questi aspetti, il voto di Forza Italia non è neanche lontanamente immaginabile». Sarebbe pronta a votare subito invece una riforma del fisco che tagli le tasse agli italiani. Allo studio del Mef, fa sapere Gualtieri, c’è una «riscrittura sostanziale del calendario dei versamenti. La logica è quella di superare il meccanismo degli acconti e dei saldi, per andare verso un sistema basato sulla certezza dei tempi e degli adempimenti e una diminuzione nel corso dell’anno degli importi da versare, calcolato in base a quanto effettivamente incassato dalle partite Iva».

Italia Viva chiede di azzerare le sanzioni previste per il mancato versamento entro la scadenza del 20 agosto, a condizione che il versamento avvenga entro il 30 settembre: «Le difficoltà di chi governa non possono essere a nostro giudizio scaricate su chi oggi si trova più in difficoltà come chi ha visto stravolta la propria attività economica e imprenditoriale. Non parliamo di sconti delle tasse bensì di persone che le tasse le pagheranno ma che in questo periodo stanno facendo di tutto per raddrizzare le sorti della propria imprese e hanno bisogno di flussi di cassa per alimentare la liquidità aziendale».



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