Per teatro, musica e cinema ripartenza a ostacoli

 (ANSA) – ROMA, 11 MAG – Molto difficile rispettare un limite di 200 presenze, artisti e maestranze comprese, per gli spettacoli al chiuso. Quasi impossibile immaginare una pièce con gli attori in mascherina sul palco, o i cantanti di un’opera lirica con la bocca fasciata. Lo spettacolo italiano cerca la strada per ripartire e ritrovare il suo pubblico dalla prima settimana di giugno, ma le misure di sicurezza a cui ci si dovrà attenere – quelle suggerite dagli esperti del Comitato Tecnico Scientifico al governo che dovrà tradurle in regole in un prossimo dpcm – rendono questa strada decisamente in salita. Se ne rendono conto le associazioni delle fondazioni liriche, dello spettacolo dal vivo, del teatro, del cinema, che oggi – in due appuntamenti distinti – si sono confrontate con il ministro Franceschini, i dirigenti del Mibact, i rappresentanti degli enti locali.
    E se l’Agis, l’associazione generale dello spettacolo, si è impegnata a consegnare a giorni al ministero le sue proposte per la ripartenza, i rappresentanti delle diverse categorie del cinema sottolineano che i colloqui sono di fatto ancora in corso, con le associazioni ancora in attesa di ricevere il documento con le raccomandazioni elaborate dagli esperti del Cts. Su quella base, distributori ed esercenti del grande schermo si dicono pronti ad avanzare “proposte costruttive” per una ripresa in piena sicurezza con una programmazione, sottolineano all’ANSA fonti del settore, “da promuovere in modo coordinato e con un prodotto il più possibile significativo”. La partenza per il cinema sarà comunque con le Arene di Moviement Village.
    E proprio dalle arene, così come dagli spettacoli all’aperto, potrebbero ripartire il teatro e la musica classica, in prima fila il Ravenna Festival, che era in programma dal 3 giugno e che tutti ora si augurano riesca a decollare nei tempi.
    “Sarebbe un bellissimo segnale”, dice il presidente dell’Agis Carlo Fontana. Ma se per festival e arene sembra esserci più ottimismo, ci sono comparti, come la lirica, dove i paletti dei tecnici appaiono quasi una porta chiusa. Perché se è più facile che si possa organizzare senza troppe difficoltà un concerto da camera (rimane sempre il problema degli strumenti a fiato che rendono impossibile la mascherina) o il monologo di un attore, piuttosto che un assolo di danza, è ben difficile poter immaginare nel chiuso di un teatro la messa in scena di un’opera lirica che di solito soltanto tra cantanti, orchestrali, macchinisti e personale di sala impiega 200 persone. Certo anche in questo caso i responsabili delle associazioni aspettano di leggere nero su bianco il protocollo del Cts. Ma le associazioni dello spettacolo – così come avevano già proposto in un loro documento consegnato alla fine di aprile al Mibact – sperano in qualche deroga ad hoc o almeno in “misure compensative”.
    La mascherina sul palco, per esempio, potrebbe essere sostituita da una maggiore distanza tra gli attori o dall’uso di pannelli di plexiglass nella scenografia, spiega Francesco Giambrone, sovrintendente del teatro Massimo di Palermo e presidente dell’associazione delle fondazioni liriche italiane (Anfols). Pannelli trasparenti, suggerisce ancora l’Agis, potrebbero essere usati anche nella buca dell’orchestra per difendere i musicisti dal vapore emesso dai fiati. O ancora si potrebbe far ricorso nei teatri – è un’altra delle proposte – ad “un piano di test e monitoraggi periodici sotto vigilanza medica”. In ambienti vicini al Mibact, però, c’è chi fa notare che le indicazioni degli esperti non sono materia di trattativa e che da quelle misure, indicate come necessarie per la salute, bisognerà necessariamente partire. E quindi chissà. Fontana intanto ricorda la necessità di riaprire al più presto gli uffici amministrativi dei teatri. E Giambrone sottolinea il dramma economico dei teatri, con bilanci azzerati e la necessità di affrontare ora, oltre ad una eventuale riapertura con il pubblico più che dimezzato, anche i nuovi costi della sicurezza.
    Tant’è l’ipotesi di una riapertura da giugno, scrive l’Agis dopo l’incontro con il ministro, “potrebbe avere reale applicazione solo per alcune attività outdoor, svolte in condizioni particolari”, quelle per le quali il tetto di presenze indicato dagli esperti è di 1000 persone. Il mondo dello spettacolo, ripetono, è pronto “a riaprire nel più breve tempo possibile”.
    Ma chiede di tenere conto delle sue specificità. (ANSA).
   


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