Piera Degli esposti, un noir con Simi

 Piera Degli esposti, la più vulcanica, feroce e tenera, appassionata attrice italiana teatrale, shakespeariana e joyciana, e cinematografica (Pasolini, Bellocchio, Sorrentino), oggi un po’ più stanca, un po’ più casalinga, ha scritto un romanzo noir e per riuscirci al meglio ha chiesto aiuto a Giampaolo Simi che lo firma con lei: ”L’estate di Piera” (Rizzoli, pp. 316 – 19,00 euro).
    Al centro di questa romanissima e teatrale avventura, in un’estate soffocante che toglie il respiro, tra cortili e ombre, tra vie e piazze, tra Corso Vittorio e Piazza Navona, c’è, come indicato dal titolo, proprio lei, Piera (ma qui di cognome Drago) con l’invidia per gli attori maschi che interpretano Riccardo III, ”che è in ognuno di noi, uomo o donna” e col suo appartamento vicino a Via del Governo Vecchio. E Roma e i romani arruffoni, gaglioffi, pigri del sottobosco del potere la fanno da protagonisti mentre la colorata Piera, vigorosa nei suoi 80 anni e oltre ma con problemi di affaticamento e respirazione, proprio come l’autrice, accade di osservare di notte l’ombra di un uomo che getta in un pozzo un gran sacco nero fatto con quelli dell’immondizia e nastro adesivo, che è facile sospettare contenga un cadavere, secondo la tradizione di ogni buon romanzo giallo.
    E Riccardo III, che lei ha più volte progettato di portare in scena e in queste pagine è finalmente in prova, è il modello di tante sfrenate ambizioni d’oggi, un paradigma cui adeguare la propria cattiveria per riuscire a vincere la ”corsa al trono” eliminando i gli altri concorrenti. E’ quel che accade a un portaborse di un politico che si mette in corsa per essere eletto e ascoltando le parole del Re shakespeariano finisce per trasformarsi da omicida casuale, preterintenzionale di una bella ragazza con cui ha un rapporto sessuale, in un cosciente ideatore di un assassinio con l’intenzione di eliminare Piera Drago, sicuro che abbia capito e visto troppo. E Piera in realtà è incuriosita, vuole davvero capire con una determinazione coraggiosa, tra l’andirivieni dei clienti del B&B del primo piano e l’onda della accaldata movida che affolla le vie attorno a casa sua e l’incredulità scettica della sua collaboratrice Dolores.
    Per fortuna a essere incuriosito dai suoi sospetti c’è uno sconsolato commissario trasferito a Roma da Bolzano, Grossmeier, quindi dal carattere e lo spirito molto distanti da quelli di questa volgarissima Roma politica tutta pressappochismo, tradimenti e sfide personali. Poi c’è il suo sorprendente vice De Vittorio, ”poliziotto pacato e ridanciano, in grado di sostenere una conversazione partendo da Joyce per arrivare a ceci, scarola e pecorino”. L’indagine quindi prende corpo e Piera ne è protagonista, ingaggiando con l’assassino uno stringente duello psicologico.
    Il romanzo, in cui la Degli Esposti ha riversato la sua passione per le trame gialle, la sua curiosità verso chi commette un delitto nata anche frequentando i drammi classici, è scritto per chi ama il teatro e la personalità di questa attrice particolare. A scriverlo l’ha aiutata l’assai più giovane e affermato autore toscano di trame gialle Giampaolo Simi (autore tra l’altro di ”Cosa resta di noi” e de ”La ragazza sbagliata”), sempre attento a osservare col sorriso anche l’ambiente e i dettagli di costume, che l’ha sostenuta e guidata a dare, con sapienza e un filo d’ironia, una suspense e un tono da commedia anche se noir a queste pagine che giocano anche quasi pirandellianamente sulle apparenze, sulle maschere spesso inquietanti che ognuno si adatta, e hanno per sfondo non a caso il palcoscenico del mondo, ma anche il mondo del palcoscenico.
    (ANSA).
   


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