Quei “parassiti” a cinquestelle e le nostre pmi

Siamo alle solite: è il bue che dà del cornuto all’asino. Perché colpisce la denuncia formulata dall’onorevole grillino Nicola Morra, secondo il quale le imprese avrebbero sottratto 2,7 miliardi, dato talune aziende avrebbero ottenuto l’attribuzione della cassa integrazione in modo irregolare. Al di là di situazioni specifiche che devono essere censurate, la prospettiva adottata da Morra nega però l’evidenza di un’economia produttiva, quella italiana, che è stata distrutta da questa classe politica di statalisti e incapaci. Questo è il governo più avverso alle imprese di tutta la storia repubblicana, ma ciò non dovrebbe impedirgli a considerare la realtà per quella che è; e se il sistema produttivo conoscerà un crollo senza eguali, questo lo si deve al fatto che l’esecutivo ha gestito in maniera disastrosa tanto la prima quanto la seconda fase della crisi. Come si può allora puntare il dito contro le imprese e i loro dipendenti quando il mondo del lavoro è stato ripetutamente umiliato dall’esecutivo di Giuseppe Conte? È sufficiente pensare al fallimento dei 600 euro o ai ritardi della cassa integrazione. Per giunta, una maggioranza di governo che ha chiuso d’imperio attività che in nessun modo avrebbero potuto favorire la diffusione del virus, penso alle concessionarie automobilistiche o ai negozi di mobili (che dispongono di spazi immensi per pochissimi clienti), con quale coraggio ora condanna chi dovrà battersi per sopravvivere e in tanti casi non ce la farà?

Lo schema di Morra è eloquente, dato che contrappone la gestione (a suo giudizio) fondamentalmente corretta del reddito di cittadinanza e quella sempre a suo parere molto più contestabile dei sostegni alle imprese. L’esponente grillino sembra non sapere che il reddito di cittadinanza sono soldi tolti a chi lavora e regalati a chi non lavora. L’abuso è quindi nella cosa in sé e non nella violazione delle norme. Mentre l’assistenzialismo di Stato prende alle formiche per dare alle cicale (danneggiando, alla fine, le une e le altre), se un’impresa messa in ginocchio dal governo incassa qualche soldo pubblico essa il più delle volte cerca di riottenere quello che prima le era stato preso. Il che vuol dire che qualcuno i soldi allo Stato li versa e qualcun altro li prende: e che la soluzione ai problemi denunciati da Morra consisterebbe, di tutta evidenza, nel lasciarli il più possibile a quanti li producono.



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