Quel retroscena sui virologi: “Molti fremono per fare politica”

Tra voci e smentite, la possibile candidatura di Pierluigi Lopalco, attuale consulente della Regione Puglia per l’emergenza Covid-19 e nome da inserire nelle liste di Michele Emiliano per le prossime elezioni regionali in Puglia, ha scatenato polemiche.

Al Pd, i cui consensi a livello nazionale non sono poi così soddisfacenti e che a settembre dovrà difendere la Regione che ha amministrato negli ultimi 5 anni, avere dalla sua parte una figura molto popolare può solo fare del bene. Del resto, Lopalco ha ottenuto buoni risultati nella gestione della pandemia in Puglia ed è un personaggio che anche “bucato lo schermo”.

Ma la possibile candidatura con il centrosinistra è, al momento, smentita dal diretto interessato.“La mia candidatura per le Regionali in Puglia è una voce, circolata in certi ambienti. A me non è arrivata nessuna proposta ufficiale dal presidente Emiliano, con cui non ho parlato in questi giorni. Nessuna decisione è stata presa. Se arriverà un’offerta ci rifletterò”, ha affermato l’epidemiologo dell’Università di Pisa. Lopalco è apparso decisamente infastidito per le accuse piovute sui social di aver sfruttato il suo ruolo di consulente per trarne vantaggi personali: “Sono stupidaggini”.

L’epidemiologo, però, non chiude la porta ad un suo impegno politico.“In questi giorni – ha spiegato – ho discusso molto con alcuni amici su cosa significhi, per chi viene dalla società civile, impegnarsi in politica spesso si fanno dichiarazioni dicendo appunto che la società civile deve prendere posizione”. “E allora – ha sottolineato – mi chiedo chi più degli scienziati può dare un vero significato a questa parole? Abbiamo le conoscenze e sappiamo fare il nostro lavoro, se ci sono le condizioni di una reale possibilità di cambiamento – conclude – la scienza deve mettersi a disposizione della politica”.

Lopalco potrebbe non essere l’ultimo ad unire lavoro nel campo medico ad impegno politico. Ad ammetterlo è Massimo Clementi, virologo dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che all’Adnkronos Salute ha affermato di vedere “altri colleghi che hanno atteggiamenti che preludono ad una discesa in campo. Fremono per fare politica”. Clementi precisa che il caso di Lopalco, epidemiologo“che conosco molto bene, perché sia insieme nel Patto per la scienza”, andrebbe “contestualizzato il suo impegno politico in un ambito locale dove peraltro sta già lavorando come consulente per l’emergenza Covid-19”. “Diverso- puntualizza il virologo- dal caso di alcuni colleghi che invece flirtano con la politica nazionale”. Secondo Clementi, il desiderio di medici o scienziati di fare politica “è legittimo” ma “poi può essere imbarazzante se uno fa avanti e indietro”.

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, sempre all’Adnkronos Salute vede con favore un eventuale ingresso in politica del “collega e amico” Pierluigi Lopalco e spiega che “questa emergenza Covid ha messo in evidenza l’importanza dell’impegno di ognuno di noi ricercatori. E come Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) ho toccato con mano l’importanza di dar voce alla società civile”. Pregliasco pensa che “dalla società civile, e dalla scienza, possano arrivare nuove prospettive e nuove forze che possono contribuire all’autorevolezza delle istituzioni”. “Insomma- ha aggiunto il virologo- la politica potrebbe solo arricchirsi con innesti della società civile, e se Lopalco deciderà di impegnarsi gli faccio i miei migliori auguri”.

Sempre all’Adnkronos Salute, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva (Sita), commenta con favore le voci di una candidatura di Lopalco alle prossime elezioni regionali in Puglia al fianco di Michele Emiliano. “Stimo molto Pierluigi Lopalco ed è libero di fare quello che vuole. Se come medico si vuole mettere il proprio sapere al servizio della politica, che poi vuol dire essere al servizio dei cittadini, non vedo cosa ci sia di male. Come scendono in politica avvocati o imprenditori non c’é niente di male se un epidemiologo decide di fare politica”, ha specificato Bassetti. Quest’ultimo ha affermato di rispettare le scelte dei colleghi che vogliono fare politica “anche se io non lo fare mai. Credo che un medico o un ricercatore che decidono di impegnarsi in questo settore, come hanno fatto nella loro carriera professionale, possano essere solo una guadagno per la collettività”. “Se Lopalco sarà candidato- ha aggiunto- a lui va un grande in bocca al lupo. Certo, non è come fare il medico. Occorre prendere i voti, elaborare un programma e fasi eleggere”.

Alberto Zangrillo, direttore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell’ospedale San Raffaele di Milano, dichiara all’Adnkronos Salute che“la politica, mai come in questa situazione, ha bisogno di buon senso e di impegno civile con l’obiettivo di formare una vera classe dirigente. Ciò detto, sono contentissimo che questo tipo di impegno non mi riguardi”. Il professore ammette di essere “felice e sereno perché questo tipo di impegno non riguarderà mai la mia persona” e spiega che “il Servizio sanitario nazionale ha urgente bisogno di una politica efficace, guidata dalla competenza tecnica”.

Se i colleghi di Lopalco sono sostanzialmente favorevoli ad un impegno in politica dell’attuale consulente della Regione Puglia per l’emergenza Covid-19, diverso è il discorso per i rappresentati dei partiti. Il primo duro attacco contro l’esperto è partito da Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, che in una nota ha affermato: “La notizia della candidatura del virogolo Pierluigi Lopalco nelle liste di Emiliano è scandalosa. Lopalco è consulente del governatore pugliese per l’emergenza Covid ed è assurdo che mentre è lautamente retribuito con i soldi dei cittadini adesso ne chieda anche i voti”. “Oltretutto- ha ggiunto l’azzurra– e questo vale tanto per Emiliano quanto per Lopalco, è intollerabile si cavalchi la sovraesposizione mediatica dovuta a questa crisi sanitaria ed economica a fini politici ed elettorali. È vero che al peggio non c’è mai fine, ma ragioni di buongusto oltre che di opportunità imporrebbero un ripensamento da parte del virologo”.



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