Quelle accuse dei grillini contro Conte: “Così ti sei piegato ai Benetton”

I grillini fanno il loro gioco: sanno benissimo che il risultato finale sulla questione Autostrade è del tutto diversa da quella auspicata e promessa subito dopo il crollo del Ponte Morandi, ma nonostante ciò esultano e si spacciano per eroi nazionali. La revoca però non c’è stata: dopo una faticosa e turbolenta trattativa durata tutta la notte, il dossier Autostrade si è concluso con l’uscita graduale dei Benetton e l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Autostrade al 51%. Dunque la soluzione prevede la transazione della concessione, con l’uscita della famiglia Benetton dall’azionariato di Aspi. È evidente che i pentastellati non hanno avuto l’onestà intellettuale di ammettere il loro fallimento, ma nel corso del Consiglio dei ministri non sono mancati momenti di forte tensione specialmente ai danni del premier Giuseppe Conte.

Come riportato dall’edizione odierna de La Repubblica, a raggelare il presidente del Consiglio sarebbe stato Luigi Di Maio. La situazione si sarebbe scaldata in seguito alle parole pronunciate da Dario Franceschini: “Presidente, ti va dato atto che tenendo una posizione ferma hai portato a casa una vittoria per tutti“. Una sorta di provocazione che avrebbe innescato immediatamente la reazione da parte del ministro degli Esteri: “Scusa, ma per noi non è una vittoria. Otteniamo un risultato importante, ma sembrerà un arretramento“.

Base 5S delusa

L’ex capo politico del Movimento 5 Stelle avrebbe fatto notare che effettivamente nei giorni scorsi l’avvocato aveva pronunciato parole tanto dure quanto chiare, chiudendo di fatto ai Benetton: “Non saremo loro soci“. Da qui sarebbe nata l’ira del titolare della Farnesina che, seppur senza nominarlo, avrebbe accusato di incoerenza il capo del governo giallorosso: “Solo due giorni fa il governo ha sostenuto pubblicamente la revoca. Io non ne parlavo da un po’, a dire il vero, ma voci autorevoli si sono espresse a favore. Abbiamo alzato l’asticella, poi la tiriamo giù“.

Di Maio si sarebbe lasciato poi andare a un ulteriore affondo, preoccupato dal malcontento della base grillina a cui era stata promessa la revoca a tutti i costi: “Molti tra i nostri non capiranno. I Benetton restano soci, mentre ci eravamo impegnati con gli italiani per la revoca. Lo so che tra un anno usciranno, ma intanto noi dovremo sopportare le critiche“. Pertanto ha chiesto un favore: “Da domattina cercheremo di spiegare noi al nostro mondo cosa è successo, lasciateci fare“. Come a dire: Giuseppe, fatti da parte che a risolvere i problemi in casa nostra ci pensiamo noi.



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