Regione. “Emilia Romagna e Toscana insieme per le Olimpiadi 2032” possibilità concreta

Emilia Romagna e Toscana insieme per le Olimpiadi 2032 non sono solo un sogno, ma una possibilità ed un’opportunità molto più concreta di quanto s’immagini, a dirlo è Vittorio Andrea Vaccaro, membro della Giunta Regionale Emilia Romagna del CONI.

Stiamo vivendo un momento molto difficile nel nostro Paese e lo Sport che è il “vaccino” naturale e senza contro-indicazioni, all’inattività che, fonte OMS, uccide più di due milioni di persone ogni anno nel mondo, può essere anche motivo di rilancio economico e sociale del territorio.

Le due regioni oltre che da una vicinanza geografica godono di una vicinanza sportiva, il Presidente Bonaccini che, oltre a tenere per se la delega allo Sport, ha compreso appieno il valore sociale del mondo sportivo in termini di eventi, impiantistica, valore educativo, etc. e avere in Toscana una sponda come il Presidente Giani, membro del Consiglio Nazionale del Comitato Olimpico, può creare un gioco di squadra senza precedenti nel passato recente.

Allargare la candidatura da una singola città ad un territorio più vasto, come due regioni, va esattamente nella direzione tracciata dal Barone Pierre de Coubertincreare una società migliore attraverso lo Sport – con il coinvolgimento diretto di molte più persone non solo nello “spirito olimpico” ma anche dal punto di vista economico e di sviluppo infrastrutturale. Io mi onoro di rappresentare gli Atleti e per milioni di ragazze e ragazzi che hanno sofferto, più di altri, gli effetti collaterali della pandemia che stiamo vivendo; dalla didattica a distanza alla mancanza di occasioni sociali d’incontro e confronto, senza dimenticare la chiusura degli impianti sportivi, la prospettiva di dedicarsi ad una disciplina e anche solo sognare una medaglia olimpica, può davvero cambiare la vita. Magari passando per un serio riconoscimento scolastico della figura degli atleti.

Inutile dire quanto questo possa essere importante per far ripartire il Paese ed il mondo sportivo. Servono investimenti nell’impiantistica e soprattutto questa mossa potrebbe essere la salvezza per tutte quelle società e strutture sportive, a partire da palestre, piscine ed piste da sci che sono state tramortite economicamente dalla pandemia. Per loro un aiuto economico immediato può essere un sollievo – sempre troppo poco e troppo tardi – bensì la prospettiva di un’edizione dei Giochi Olimpici estivi è una concreta possibilità di guardare al futuro con meno paura.

Le nostre regioni sono ad altissima vocazione sportiva con un insieme di eventi che non ha precedenti nella storia, a dimostrazione delle eccellenti capacità organizzative, riconosciute anche dal Presidente Bach in occasione dei mondiali di ciclismo ad Imola ma, allo stesso tempo, strutture di livello internazionale pronte ad ospitare i Giochi Olimpici. Le Olimpiadi potrebbero quindi sviluppare anche tutti quei centri sportivi medio piccoli che sono la casa ed il cuore del nostro mondo sportivo associazionistico e portare benefici per generazioni.

Il Comitato Olimpico ha dato avvio al percorso di rinnovamento degli incarichi e l’impegno elettorale è senza dubbio importante, credo tuttavia che chiunque rappresenti il mondo sportivo in questo momento abbia il dovere civile e morale di mettersi al servizio della candidatura, a partire dai CONI Regionali, che avendo contatto diretto con le federazioni, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva e le associazioni benemerite, possono fornire, unitamente alle istituzioni, un apporto determinante per la realizzazione del progetto.

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