Renzi sul Mes: “Alla fine sarà la crisi in autunno ad imporlo”

Tornato vittorioso dal negoziato di Bruxelles con in tasca l’accordo europeo sul Recovery Fund, il premier Giuseppe Conte ha visto presto trasformarsi gli applausi nei suoi confronti in nuove pretese e richieste da parte degli alleati, in particolare il Partito democratico, che ora spinge nuovamente verso il Mes.

Intervistato da “Repubblica“, anche Matteo Renzi si dice sicuro che alla fine il governo sarà costretto a ricorrere al Fondo salva-stati, e non per imposizione di qualcuno. Sarà lo stato naturale delle cose a portare alla decisione di attivare il Meccanismo europeo di stabilità.

In ogni caso, il leader di Italia Viva si professa soddisfatto per l’obiettivo raggiunto al Consiglio europeo e per il cambiamento di Giuseppe Conte. “Un anno fa era il leader di un governo di sovranisti, dove Di Maio andava dai gilet gialli e Salvini stava con la destra estrema dell’Afd e di Wilders“, spiega a “Repubblica“. “Si è lasciato convincere a riportare l’Italia dalla parte giusta della storia. La parentesi sovranista è chiusa. Adesso la maggioranza è europeista e l’Italia è dentro l’asse franco-tedesco“.

Un asse, quello franco-tedesco, che a detta di Renzi sarebbe stato decisivo per ottenere l’accordo per l’Italia: “Quanto accaduto a Bruxelles è merito delle tre M: Merkel, Macron, Michel. Quando è nato il governo giallorosso molti mi hanno attaccato e qualche profeta voleva votare: avremmo perso faccia ed elezioni”.

È stato proprio grazie al governo giallorosso che l’Italia ha avuto il Recovery Fund. Con un governo sovranista, infatti, non sarebbe stato possibile, secono il rottamatore. “Se ci fossero stati Salvini-Meloni ora racconteremmo un’altra storia el’Italia sarebbe isolata“, dice convinto Renzi. “Aggiungo che l’Europa ha battuto un colpo, ma molto del nostro futuro dipenderà dall’esito delle elezioni negli Usa”.

C’è grande attesa, infatti, per le votazioni di novembre, quando il mondo saprà se Donald Trump resterà ancora alla Casa Bianca, o sarà sostituito dal suo avversario, il democratico Joe Biden. Le sorti degli Stati Uniti si ripercuoteranno anche in Europa. Se vincesse Biden, spiega Renzi, “sarebbe una svolta nei rapporti con l’Europa, dopo la parentesi Trump, in un decennio decisivo per le relazioni Usa-Cina. Durante il Covid è cambiata la geopolitica. Biden ristabilirebbe un asse atlantico per evitare il disimpegno americano e la pigrizia europea sui dossier più caldi, dal 5G alle risorse energetiche del Nord Africa, che Russia e Turchia si sono nel frattempo spartiti“. “L’Italia deve stare saldamente nella partnership privilegiata con gli Stati Uniti. Lo spiegheremo con calma anche a Casaleggio”, aggiunge.

L’intervista poi verte nuovamente sulla situazione italia. Nessun dubbio su come spendere i famosi 209 miliardi: “Abolirei i redditi di emergenza e sbloccherei i cantieri. Basta con i sussidi. Il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione sono comprensibili nella fase acuta della pandemia, ma alla lunga diventano il metadone dell’economia italiana. Serve la crescita, non l’assistenzialismo. Affermazioni che non faranno certo piacere ai CinqueStelle, ma Renzi è certo che non avremo più simili risorse in futuro, dunque è meglio spendere il denaro favorendo il lavoro.

Non c’è bisogno di nessuna task force, aggiunge il leader di Italia Viva, andando contro a quanto detto dal premier Conte: “Piuttosto facciamo lavorare il Parlamento: non riduciamo le Camere a luogo dove fare un tifo da stadio”.

In attesa dei soldi del Recovery Fund, anche Renzi propone di accedere ai fondi del Mes, un passaggio a suo dire inevitabile: “Non saranno Zingaretti o Renzi a imporre il Mes, lo farà la realtà. In autunno la crisi sarà tale che i soldi del Salva-stati s’imporranno da soli. Del resto se lei ha un mutuo di 30 anni, da 1000 euro al mese, e gliene offrono uno da 15 anni a 500 euro, rifiuterebbe?”.

Per quanto riguarda le elezioni, Renzi spiega al giornalista di “Repubblica” di essersi smarcato dalla proposta di una legge elettorale proporzionale perché fortemente attaccato al maggioritario. Non c’è alcuna ragione di cambiare, e non è certo la soglia del 5% a preoccupare Italia Viva. “Il maggioritario conviene all’Italia“, ribadisce Renzi, che mostra di non dare troppa importanza neppure ai sondaggi. “Il consenso cambia più rapido del tempo in montagna e io ne so qualcosa”, commenta, prima di attaccare la leader di Fratelli d’Italia, partito in grande crescita: “Meloni finge di essere la novità, ma è quella che fa politica nazionale da più tempo: donna berlusconiana ha abbandonato il Cavaliere quando le conveniva, dimenticando le sue posizioni, quando era al governo, su Europa e autostrade”.

Ad ogni modo, secondo Matteo Renzi, non si parlerà di elezioni fino al 2023. “Il governo dura finché fa le cose”, afferma l’ex presidente del Consiglio, “In questo esecutivo noi siamo l’anima garantista e riformista”.



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