RIMINI. Concommercio, Gianni Indino: “Agenzie viaggi, tour operator e bus turistici senza lavoro da mesi e dimenticati dai sostegni. Il turismo non può permettersi di perdere questo patrimonio di professionalità e competenza”

 

Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini: “Agenzie viaggi, tour operator e bus turistici senza lavoro da mesi e dimenticati dai sostegni. Il turismo non può permettersi di perdere questo patrimonio di professionalità e competenza

Roberto Benedettini (Vip Srl): “Non abbiamo contributi e sul nostro territorio non possiamo nemmeno lavorare affiancando il servizio pubblico. Non so se riusciremo ad arrivare al 2021 e anche se ci riuscissimo l’unica cosa che ripartirà come prima saranno le scadenze da pagare, non certo i flussi di lavoro”
Giovannino Montanari (Montanari Tour): “Perso il 90% del fatturato, aspettiamo ancora il primo euro dallo Stato. Tutti i tour operator che lavoravano con le scuole sono già scomparsi e quelli che lavorano con i gruppi turistici lo saranno a breve. Con noi scompariranno intere fasce di turismo”
“Ci sono alcune categorie di imprese, tra le più colpite dalle conseguenze di questa pandemia, che sono rimaste indietro a causa della scarsa considerazione che hanno avuto nei provvedimenti adottati a sostegno dell’economia – spiega Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini – ma il nostro territorio, il nostro Paese, non può permettersi di lasciare indietro nessuno. Tra queste di sicuro sono da inserire le agenzie di viaggio e i tour operator che, pur essendo nominati nei decreti, non hanno avuto ristori sufficienti a determinare la continuazione d’impresa. I soldi stanziati a livello statale non sono sufficienti e per molti ancora hanno solamente la sembianza dell’attesa dalla scorsa primavera. Apprezziamo lo sforzo della Regione, che ha aumentato il fondo regionale a disposizione per la categoria, ma la cifra resta inadatta ad avere un impatto incisivo sul comparto. Se è vero che in questi anni la disintermediazione ha portato molti consumatori a bypassare queste attività nella scelta dei propri viaggi, è altrettanto vero che per una buona fetta di privati e per i gruppi di viaggiatori, le agenzie e i tour operator rimangono alla base dell’organizzazione del viaggio e non possono sparire. Con l’azzeramento totale del turismo tutte queste imprese sono a fatturato zero da mesi e la situazione è drammatica. Come possono riuscire a sopravvivere con sostegni a fondo perduto da poche migliaia di euro? Questo patrimonio di professionalità e di competenze rischia di andare disperso, con ricadute su tutto il tessuto economico, in particolar modo quello di destinazioni turistiche internazionali come la nostra.
Un’altra categoria fortemente legata al turismo e dunque fortemente penalizzata è quella dei bus turistici, fermi da lunghi mesi per la totale mancanza di turismo e di gite scolastiche. Anche per loro le misure di sostegno non sono state e non sono tutt’ora sufficienti, anche perché condizionati da una parzialità di codici Ateco che di fatto taglia fuori chi si occupa di trasporto su tratte fisse. Tutte le flotte dei bus privati sono dentro le rimesse, mentre in questi mesi il trasporto pubblico ha mostrato numerose criticità, tanto da essere salito sul banco degli imputati per gli assembramenti e il pericolo di contagi, soprattutto negli orari degli spostamenti scolastici contribuendo alla decisione di adottare la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori, ovvero quelli che usano con più frequenza i mezzi pubblici. Ci chiediamo dunque perché non sia possibile per tutte le aziende che ne fanno richiesta, mettere a disposizione i bus privati per il trasporto ordinario. Sappiamo che si sta facendo per alcuni, aderenti a un determinato gruppo, ma tanti sono rimasti fuori e sarebbe opportuno in questo momento così difficile allargare la possibilità di lavoro anche a queste ditte che di fatto sono ferme totalmente. Se non ci vogliamo fare trovare impreparati quando avverrà la riapertura delle scuole in presenza, se non vogliamo prestare il fianco al riacutizzarsi della pandemia in una eventuale terza ondata, non possiamo prescindere dal mettere a disposizione dei ragazzi mezzi più frequenti e meno affollati e le aziende private possono venire incontro a questa esigenza”.
“Con i nostri mezzi siamo fermi dall’inizio della pandemia i sostegni non sono arrivati per problemi con i codici Ateco – spiega Roberto Benedettini, amministratore delegato della VIP Srl Shuttle Rimini-Bologna -, ma non erano i soldi a fondo perduto che cercavamo. Avremmo solamente voluto continuare a lavorare, se non con i servizi turistici (perché siamo consapevoli del momento che stiamo attraversando) almeno con i servizi di linea affiancando il servizio pubblico. Sul territorio riminese però la possibilità è stata data solo ad un consorzio in cui non è possibile entrare. Non so davvero se riusciremo ad arrivare al 2021 e anche se ci riuscissimo l’unica cosa che ripartirà come prima saranno le scadenze da pagare, non certo i flussi di lavoro. La preoccupazione è davvero tanta per il futuro dell’azienda e per tutto il personale che occupiamo”.
“Abbiamo avuto un calo di fatturato del 90% rispetto al 2019 – racconta Giovannino Montanari di Montanari Tour, tour operator attivo a Rimini da 1976 -. Tutti i tour operator che lavoravano con le gite scolastiche sono già scomparsi e quelli che lavorano con i gruppi turistici lo saranno a breve. Con noi scompariranno intere fasce di turismo: pensiamo solo a tutto ciò che gira intorno alla Silver Economy e a tutto l’incoming che genera sulla nostra Riviera. Solo per il periodo di Natale avevamo già in programma 50 viaggi su Rimini con caparre già incassate che abbiamo dovuto restituire. Siamo allo stremo e il nostro settore aspetta ancora che arrivi il primo euro di ristoro. In queste condizioni non ci sarà futuro”.

 

Confcommercio della provincia di Rimini

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