Cattolica. Coronavirus: ecco le novità dell’ultimo decreto valide per l’Emilia Romagna

Confermata fino all’8 marzo la sospensione dei servizi educativi. La Presidenza del Consiglio dei ministri ha emanato nel tardo pomeriggio di ieri il decreto contenente le nuove misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus.

Tra le novità previste dal decreto rispetto alla precedente ordinanza la possibilità di apertura al pubblico dei musei, delle biblioteche e degli altri siti culturali, a condizione che sia assicurata una modalità di fruizione tale da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico. Alla luce di questa novità il Comune di Rimini ha già convocato per domani una riunione per definire le modalità di accesso dei diversi contenitori culturali della città.
Confermata fino all’8 marzo la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università.

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Salute. Ecco il Decreto del Governo sulle misure anti-Coronavirus In Emilia-Romagna, fino all’8 marzo sospesa l’attività di nidi, scuole e Università. Riaprono i luoghi della cultura: musei, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, pur con accessi contingentati

Il provvedimento preso sulla base delle indicazioni del Comitato Scientifico Nazionale e sentite le Regioni. Restano chiusi cinema e teatri. Alcuni provvedimenti per la sola provincia di Piacenza, la più colpita a causa della contiguità col Lodigiano. Bonaccini-Donini: “La salute delle persone al primo posto, cercando di mantenere comunque elementi di socialità altrettanto importanti: bene il via libera all’apertura di musei e luoghi della cultura”. Tutte le azioni decise e il testo del Decreto

Bologna – Il Governo ha emanato il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dpcm) sulle misure per il contrasto alla diffusione del coronavirus.

Un provvedimento che viene assunto sentito il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) nazionale, le cui indicazioni seguono l’evolversi della situazione epidemiologica. E considerate le dimensioni sovranazionali del fenomeno e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale, l’obiettivo è quello di garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea. Con l’ausilio costante della comunità scientifica: oltre all’Istituto superiore di sanità, il Cts è stato potenziato con il coinvolgimento delle Società scientifiche coinvolte per materia sul Coronavirus.

Il Decreto è adottato sentite le Regioni.

Le misure previste sono valide dall’2 all’8 marzo.

Il Decreto contiene norme che valgono per i soli Comuni delle Zone rosse, altre per tutte le tre le regioni del Nord Italia maggiormente colpite dalla diffusione del virus (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna a cui si aggiungono le province di Pesaro-Urbino e Savona) e altre ancora per l’intero territorio nazionale. Alcune si applicano per la sola provincia di Piacenza – in analogia con la Lombardia – dove si concentra la grande maggioranza dei casi positivi in Emilia-Romagna, a causa della contiguità con l’area del Lodigiano, il focolaio più attivo nel Paese.   … Continua a leggere sul sito dell Regione Emilia Romagna 

 

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri