Saludecio. 800. NNT NeroNotteTeatro PORTRAITS, RITRATTI IN NOIR

Saludecio 13 luglio 2017. Il Castello di Meleto ospita 800.NNT NeroNotteTeatro il suggestivo appuntamento notturno dedicato al “noir”, organizzato dall’associazione culturale L’Armonda, società delle meraviglie ottocentesche, con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Saludecio, l’ideazione e direzione artistica di Giuliano Chelotti. La dodicesima edizione dal titolo “Portraits, ritratti in noir” si svolgerà dal 14 al 16 luglio dalle 20 a mezzanotte. Tre serate di teatro, narrazione, danza e arte per incuriosire e meravigliare il pubblico negli oscuri angoli, piazzette e vie del castello della frazione di Saludecio. In programma gli spettacoli di danza moderna, rivisti in chiave noir, “Il Sig Dubied e la Dama verde”, “Dance whit the gost”, “Apparizioni” e “Io sono… dove è andata la luce” a cura di Asd B-You; le performance teatrali “La luna color rosso sangue”, “La ghigliottina di velluto”, “Amantide”, “Per-versione” e “La donna di cuori” di Armonda teatro, “La notte del mago” di Giovinteatro e “Fire” di Teatrovagante. Tra le vie del piccolo borgo anche gli artisti Tenax con “Black & dark” e “Ritratti in noir” di Greta Moon.

Gli spettacoli ogni sera verranno replicati dalle 21.15 alle 23.30 (vista la particolarità dei temi trattati, sono consigliati ad un pubblico adulto).

Per la serie “Deliri dall’epoca vittoriana” gli ospiti di 800 NeroNotteTeatro potranno partecipare e risolvere gli “800 rebus noir” cercando gli indici celati dal castello e vincere i bonus spendibili nei ristoranti convenzionati.

All’imbrunire si apre nel borgo il punto ristoro “L’osteria del diavolo”. A 800 NeroNotteTeatro si potrà anche degustare l’Assenzio prodotto da Albimonte, liquorificio artigianale di Saludecio.

Ingresso a 6 euro.

IL PROGETTO “UN 800 PER TUTTE LE STAGIONI”. Con luglio riparte l’originale rassegna che segue l’avvicendarsi delle quattro stagioni, sulla base dell’antico calendario agricolo con i suoi ancestrali riti stagionali, il progetto mette in calendario quattro originali rassegne, ognuna diversa per tradizione e caratteristiche (fisiche, simboliche, produttive, enogastronomiche), calate in castelli, palazzi, architetture, paesaggi e luoghi del territorio da far conoscere e valorizzare. Dopo il capitolo dedicato alla stagione invernale (800. Inverno Di veglia in veglia)”, ed il successivo dedicato alla primavera (800. Festa al Castello di Cerreto) si riparte con l’estate.

IL CASTELLO DI MELETO. L’ origine del luogo risale al VI secolo. L’ impianto tuttavia risale al periodo comunale, durante il quale il Castello, acquistata importanza, fu conteso fra il Comune di Rimini e la S. Sede. Il censimento ordinato nel 1371 dal Cardinale Anglico, legato di Romagna, ci informa che il castello contava 25 “fumantes” (unità tributaria, corrispondente ad un nucleo famigliare) e che la sua Chiesa, intitolata a S. Maria, era soggetta alla Pieve di Saludecio. Nel XV secolo passò ai Montefeltro, poi allo Stato della Chiesa; successivamente fece parte del territorio di Montegridolfo, poi di Mondaino, a cui è geograficamente più vicino, per diventare Comune “appodiato” di Saludecio nel XIX secolo.

L’ impianto urbanistico e la cinta muraria, pur privi della porta urbica demolita nell’ immediato dopoguerra, conservano intatti i loro elementi originari. e si prestano ottimamente per un restauro ambientale integrale, di cui ne è esempio la Chiesa settecentesca del Castello, di proprietà comunale, recentemente restaurata dalla competente Soprintendenza ai Monumenti di Ravenna. Fra le altre cose più significative vi sono da segnalare la Chiesa settecentesca restaurata di recente, l’antico Palazzo Priorale dalla murature a scarpa e con suggestive grotte ipogee.

Dal punto di vista paesaggistico, Meleto si segnala come un vero e proprio ” Balcone sull’ Adriatico” poiché situato in posizione collinare incantevole sulle Vallate del Tavollo e del Foglia: occupa quindi una rilevante ubicazione ambientale, sia per l’affacciamento sulla costa adriatica che per il paesaggio agrario in cui è inserito e che si contrassegna per i casali dalla specifica impronta romagnola e marchigiana, immersi negli oliveti, tipica coltivazione di questo estremo lembo di Romagna.