San Giovanni. Ecco il discorso del sindaco Morelli per la Liberazione

Il discorso del Sindaco Morelli
“Grazie per essere qui oggi, grazie da parte di tutta l’Amministrazione comunale.
Oggi celebriamo il 25 aprile, ossia il momento della nascita del nostro Stato libero e Democratico, il quale si conferma ancora un esempio per il mondo intero. Abbiamo lottato tanto per raggiungere l’unità nazionale sacrificando tante vite e il 25 di aprile ci ricorda questo doloroso pezzo di storia che va trasmesso ai nostri ragazzi, che tra l’altro vedo qui numerosi.
Questa Amministrazione, come quelle che ci hanno preceduto, crede molto nel valore di queste ricorrenze, che rappresentano un serbatoio importante di memoria al quale soprattutto oggi occorre aggrapparsi per non scivolare nell’oblio. Il dimenticare sarebbe pericolosissimo: non rispettare gli importanti principi dettati dalla nostra Costituzione e quindi dalla Democrazia, comporterebbe ritornare indietro e vanificare tutto quello che ormai i vostri bis nonni hanno voluto per voi, cioè uno stato di diritto.
Nulla in questa fase deve essere dato per scontato, e soprattutto i ragazzi devono capire il grande valore della democrazia e della libertà. Su di loro, come Amministrazione stiamo investendo e su di loro dobbiamo fare affidamento affinché non vengano disperse le nostre radici.
La partecipazione a queste ricorrenze è uno dei tanti insegnamenti civici che dobbiamo trasmettere, senza metterli in discussione neppure per un secondo.
Lo Stato italiano rappresenta un modello di democrazia forte e ben strutturato, nato dopo un periodo di dittatura. L’Italia ha saputo risollevarsi dalle ceneri di una lunga guerra, ma soprattutto rinascere dopo anni di forti restrizioni e umiliazioni dei diritti che spettano ad ogni essere umano. Ogni cittadino italiano ha saputo rialzare la testa per quella meravigliosa cosa che si chiama libertà.
Ognuno di noi quindi deve alimentare il nostro stato democratico, il nostro essere comunità, una comunità unita non solo da un’appartenenza culturale, storica e geografica, ma anche dalla condivisione di valori e di un sistema di regole, quello della Costituzione.
I padri costituenti ci hanno regalato una società SOLIDALE, PUBBLICA E LIBERA.
Per rinnovare il legame, anzi, la simbiosi, tra italianità, nazione e unità, dobbiamo promuovere i valori e sostenere le aspirazioni che animarono gli uomini che più di 70 anni fa contribuirono a rifondare lo spirito democratico del Paese, recuperando il significato morale del fare politica, ripartendo da un nuovo inizio con obiettivo uno Stato di cittadini liberi ed uguali, stato desiderato dai tanti che si impegnarono e si sacrificarono per la Patria.
Il Patriottismo significa infatti sacrificare qualcosa di sé per il bene di tutti. Per migliaia di martiri della Resistenza e della lotta di liberazione dal fascismo, quel “qualcosa” fu addirittura la vita. A loro va dunque oggi il nostro pensiero, carico di ammirazione e riconoscenza.
Una particolare attenzione oggi va inoltre rivolta ai rappresentanti delle forze armate, che indossando questa divisa ogni giorno, mettono la difesa della nostra vita prima della loro, mettono la garanzia dello stato di diritto prima dei loro interessi personali, mettono noi cittadini all’apice della loro piramide di valori. Quindi un plauso va a loro perché vivono la loro quotidianità per noi, per la comunità e il territorio che gli sono stati affidati.
Quali parole usare dunque per far comprendere perché è importante celebrare il XXV Aprile, perché questa data è viva nel presente e ricordarla non è solo un obbligo da assolvere, se non addirittura un pretesto per godere di un giorno di ferie?
Ne basterebbero tre, grandiose e indelebili: 1) Libertà; 2) Democrazia; 3) Sacrificio, che è stato l’indispensabile premessa per ottenerle. Mi voglio a tal riguardo ripetere: nella storia dell’umanità, il sacrificio ha uno straordinario valore di rinnovamento ed ogni volta che si compie ha il significato di una rivoluzione morale, perché all’apparenza è contro ogni ragione.
La Resistenza è stata una straordinaria vicenda di vite dedicate con speranza, coraggio ed altruismo all’affermazione di ideali altissimi ed è per questo che non dovrebbe essere difficile raccontarla a chi non vi ha partecipato e fare sentire i giovani parte di quella vicenda, senza avere timore di ripetere parole che non possono diventare vuote e retoriche se trovano corrispondenza nei nostri comportamenti di ogni giorno. Il metro con cui si misura il valore e l’importanza di un sacrificio è l’utilità che ne deriva al bene comune. C’è bisogno di ritornare a vivere la politica come il momento in cui si diventa responsabili delle proprie scelte, non solo nei confronti di se stessi, ma soprattutto nei confronti degli altri. C’è bisogno di nuove e continue dimostrazioni che ciò che nell’impegno nei partiti e nelle istituzioni viene dato alla politica non viene sottratto alla morale, che amministrare la cosa pubblica con senso pratico non significa farlo senza principi, che non si può chiedere il rispetto delle regole ai cittadini senza prima riconoscere la libera dignità delle persone.
E’ questa la grande eredità consegnata dalla Resistenza, sfociata nella Liberazione e giunta sino a noi con i principi della Costituzione, a partire da quello dell’uguaglianza tra i cittadini e della ricongiunzione tra cittadino e persona. Riconoscere questi principi è la condizione per affermare la preminenza assoluta dei diritti inalienabili dell’uomo, e allo stesso tempo costruire una società in cui tutti sono partecipi di una speranza collettiva; speranza di cui, oggi più che mai, per i giovani, per i lavoratori, per chi è in difficoltà, sentiamo fortissimo il bisogno.
Ragazzi oggi in maniera particolare vorrei rivolgermi a voi perché voi siete la nostra ricchezza: oggi sappiate che una grande ricchezza la possedete già, ed è quella di uno stato libero e democratico, un regalo che i vostri bis nonni vi hanno fatto e che non dovete dimenticare o confinare nella vostra soffitta. Preservatelo per poi regalarlo anche voi ai vostri figli e nipoti ed iniziate a leggere la Costituzione, che secondo noi è il miglior libro che sia stato mai scritto.
Quest’anno la Costituzione compie 70 anni (è entrata in vigore il 1 gennaio 1948) e, nonostante la veneranda età, è di una forza ed attualità incredibili, magari scaricatela da internet attraverso curiose applicazioni -ce ne sono veramente tante.
Ringrazio a tal riguardo, per l’apporto educativo, anche tutti gli insegnanti e professori che preparano, come noi genitori, i ragazzi alla vita. Il ruolo dell’insegnante è fondamentale nel percorso di ogni bambino che poi traghetta nell’età adulta, ed anche a loro va un grande grazie perché hanno veramente una grande responsabilità, che deve essere rispettata.

Prima di chiudere vorrei allacciarmi alla nostra realtà locale perchè sento il bisogno, in questa circostanza, di rimarcare il senso civile e di comunità che sempre più sta crescendo nel nostro paese, il quale potrebbe dare esempi, anche per altri, di solidarietà e gratuità. Insieme, superando l’interesse particolare di ognuno di noi e dedicando il proprio tempo libero, stiamo costruendo cose importanti per San Giovanni in Marignano, ossia per tutti noi, e questo è un grande e importante passo per ritornare sui passi fatti dai nostri bis Nonni.
Onore ai martiri della Resistenza!
Viva l’Italia libera e unita!
Buon XXV Aprile a tutti i marignanesi !!!

 Comune di San Giovanni in Marignano