San Giovanni. Russi, finlandesi ed estoni conquistati dal vino della Valconca

Russi, finlandesi ed estoni conquistati dal vino della Valconca: comitive dell’Est e del Nord Europa alla scoperta della storica Tenuta del Monsignore di San Giovanni in Marignano

La famiglia Bacchini: “Vogliamo trasmettere ai turisti l’amore per il vino e per il nostro bellissimo territorio”.

Vacanze all’insegna dell’enogastronomia per i turisti russi, finlandesi ed estoni. Nelle ultime settimane, infatti, la Tenuta del Monsignore sulle colline di San Giovanni in Marignano ha ospitato numerose comitive provenienti da Russia, Finlandia, Estonia, ma anche Canada e Stati Uniti, desiderose di scoprire i vini e i tesori nascosti della Valconca. La storica azienda vinicola, che ha alle spalle quasi sette secoli di tradizione (la fondazione risale addirittura al 1300), ha aperto le sue porte ai visitatori stranieri, accompagnandoli in un viaggio sulle orme di Bacco e del mondo contadino di Romagna.

“I turisti del Nord e dell’Est Europa – spiegano i titolari della Tenuta, Sandro, Leo e Nicoletta Bacchini – sanno che la vacanza in Riviera non è soltanto mare e non sanno resistere al fascino del nostro entroterra e del suo patrimonio: pensiamo ai nostri castelli e alle nostre rocche ma anche alle eccellenze agroalimentari. In un tour che si rispetti non può mancare una visita al castello di Gradara, un assaggio del formaggio di fossa di Mondaino e naturalmente una degustazione di buon vino”.

Giovedì scorso è stata la volta di un gruppo composto da 58 turisti russi provenienti da vari hotel della Riviera romagnola, accompagnati a San Giovanni dall’agenzia Italcamel di Riccione. Con Sandro Bacchini a fare da ‘cicerone’, i viaggiatori russi sono entranti in quello che è il cuore pulsante della Tenuta del Monsignore, dove hanno potuto apprendere i segreti legati alla lavorazione, conservazione e fermentazione del vino e vedere da vicino i macchinari, sia antichi che moderni, utilizzati dall’azienda. Non poteva mancare un’incursione nella ‘grotta’, fiore all’occhiello della Tenuta, là dove vengono custodite le annate migliori.

“Gli ospiti – proseguono i Bacchini – sono rimasti molto colpiti dalla storia della mia famiglia, che produce vino da ben diciotto generazioni e affonda le sue radici nella Firenze tardo-medioevale. La giornata è stata coronata da una degustazione di quattro vini – Pagadebit, Levata del ricordo, Mons Lupus barricato e uno spumante rosato – che sono stati molto apprezzati. Se parliamo di vino, quello russo è senz’altro un mercato giovane, ma molto promettente per noi produttori. Quel che manca ai russi è forse una cultura del vino profonda quanto la nostra. E’ proprio questo che ci proponiamo di fare qui alla Tenuta del Monsignore: instillare nei visitatori l’amore per il vino, che per noi non è soltanto piacere del palato ma un’emozione in grado di pizzicare le corde dell’anima, e naturalmente l’amore per il nostro bellissimo territorio. Anche quello finlandese e quello estone sono mercati ricchi di potenziale”.