Scatta la gara degli ex nemici a fare il filo a Berlusconi

Avanti un altro. Silvio Berlusconi ha una fila di corteggiatori fuori casa. Ma sono tutti ex nemici. L’ultimo (ex avversario) che bussa alla porta del cavaliere è Carlo De Benedetti: l’ingegnere, già proprietario di Repubblica e della Cir, fa il filo, senza arrossire, a Berlusconi. De Benedetti – in un colloquio con il Foglio – benedice l’ingresso del Cavaliere in un governo con il Pd: «Se si tratta di isolare Salvini e Meloni trangugio anche Berlusconi al governo con la sinistra». Ma l’ingegnere pone però una condizione: «Questa intesa al vertice va accompagnata anche dal benservito a Conte che rappresenta il vuoto pneumatico». L’antiberlusconismo che ha segnato gli ultimi 30 anni della vita politica della sinistra sembra sia stato superato in nome dell’anticontismo.

De Benedetti la pensa come Prodi. «Il punto è che se tutto va bene è in arrivo nel nostro paese una quantità di denaro da investire che non si vedeva dal primo dopoguerra», pertanto si tratta di un’occasione unica e allora «c’è bisogno di un governo, e di una personalità al governo, che questa occasione storica la sappia cogliere». «Ora o mai più», spiega l’ingegnere. Per De Benedetti – «non è pensabile che sia lui», Conte, «a programmare il futuro dell’Italia per i prossimi anni». «Se Berlusconi si stacca dalla destra sovranista è possibile che si formi una maggioranza in grado di esprimere un presidente del Consiglio finalmente capace di fare il suo mestiere». Draghi?, chiede il Foglio. «Magari».

A sinistra è ormai caduto un tabù: Berlusconi non è più il male assoluto. Per anni hanno raccontato peste e corna del leader di Fi. Ora ne riconoscono qualità e profilo da statista. Pentimento della terza età? Nel giorno della retromarcia di Benedetti spunta un altro corteggiatore del cavaliere: Bill Emmott. L’ex direttore dell’Economist, che contrastò il Cav e autore della famosa copertina del settimanale nel 2001 dal titolo Why Berlusconi is unfit to lead Italy (Perché Berlusconi non è adatto a guidare l’Italia) – in un’intervista all’Huffington Post tira per la giacca il Cavaliere in un governo con la sinistra: «L’ipotesi che Berlusconi fornisca sostegno alla coalizione di maggioranza sarebbe perfettamente accettabile. Del resto, Berlusconi è europarlamentare e Forza Italia dispone di parlamentari legittimamente eletti. Non sarebbe neppure una situazione inedita, visto che ha già sostenuto Mario Monti».

A sinistra è esplosa la Berlusconi-mania. Prima di De Benedetti ed Emmott, è toccato a Romano Prodi, per due volte avversario del cavaliere, implorare un aiuto di Berlusconi per la nascita di un governo di ricostruzione. Magari l’obiettivo del professore è un altro: incassare l’appoggio del cavaliere per la corsa al Quirinale nel 2022. La pattuglia degli ex nemici (che ora fanno la corte spietata a Berlusconi) è guidata da Pier Luigi Bersani. L’ex segretario del Pd è stato il primo tra i riabilitatori del leader di Forza Italia: «Rispetto al sovranismo di Meloni e Salvini che investono sulla rabbia, Berlusconi non ci sta dentro una roba così» – ha detto.

Come non ricordare Walter Veltroni: l’ex segretario che durante la sua brevissima parentesi alla guida del Pd provò a liberare il partito dall’antiberlusconismo. Missione(all’epoca) fallita. E poi Fausto Bertinotti la cui simpatia (non solo perché entrambi tifosi del Milan) per il Cav è nota.



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