Se i gay non di sinistra non meritano rispetto

Ho una formazione cattolica e di sinistra. Di gentiluomini nella mia giovinezza ne ho conosciuti diversi, tra questi Sandro Curzi e Piero Fassino. Poi negli anni leggendo Giuliano Ferrara e collaborando con il suo Foglio ho capito il tasso di ipocrisia del mondo culturale di provenienza. Mi ritengo un liberale e constato che se non stai dalla parte della «dittatura» culturale che conta, in Italia ti liquidano con sufficienza. La mia sessualità non è una patente di identità ma un dettaglio della mia personalità. Sono unito civilmente, sono cattolico e sono un elettore moderato che vota centrodestra. Posso avere lo stesso rispetto che viene riservato a chi vota a sinistra senza essere tacciato di essere «fascista», «xenofobo» e «guerrafondaio»? Il buon senso non è né di destra né di sinistra. Del resto Giorgia Meloni, che è prima di tutto una mia amica, la vogliamo liquidare come un fenomeno di destra? A me non sembra. A me pare una donna coraggiosa che su molti argomenti ha posizioni anti-convenzionali e affatto ideologiche. Come del resto Matteo Salvini. E di conseguenza i loro elettori.



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