Sea Watch, il pm ordina sbarco- Salvini: “Chi lo ha permesso?”

I pm hanno anche ordinato che i 47 migranti a bordo dell’imbarcazione battente bandiera olandese vengano fatti scendere a terra e trasferiti negli hotspot dell’isola. L’equipaggio e il comandante saranno invece indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha infatti disposto il sequestro probatorio della nave “previo sbarco dei migranti” e “il trasferimento sotto scorta nel porto di Licata”. “Le indagini proseguiranno sia per l’individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti, sia per la valutazione della condotta della ong”, spiegano dalla procura.

Fonti del Viminale, però, sottolineano che il Ministero dell’Interno “continua e continuerà a negare lo sbarco da quella nave fuorilegge“. “La magistratura faccia come crede”, rivelano le stesse fonti, “Il ministro dell’Interno si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise sui presunti scafisti presenti a bordo”.

“Già in passato abbiamo assistito a sequestri di navi delle Ong poi finiti in nulla”, incalza ancora Matteo Salvini, “Finché il ministro sono io, nego l’autorizzazione allo sbarco. Se qualche procuratore intende fare il ministro si candidi alle elezioni. Per quanto mi riguarda, anche in caso di sequestro della nave non deve scendere nessuno a terra. Chi la pensa diversamente, se ne assuma la responsabilità“. Poi, ospite di Massimo Giletti a Non è l’Arena ha ribadito: “Qualcuno quel permesso l’avrà dato, e ne dovrà rispondere. Io non l’ho dato, ho l’alibi, ero qui con lei”.

Infine, in una diretta Facebook, l’accusa diretta “a qualche ministro” che potrebbe avere avuto un ruolo nella vicenda: “Qualche altro membro del governo sapeva? Ha autorizzato? Vedremo”, ha detto Salvini, “La Guardia costiera dipende dal ministero dei Traporti, la guardia di Finanza dal ministero dell’Economia. Se nelle prossime ore ci saranno arresti, sequestro definitivo e messa fuori uso della nave, anche affondandola, allora bene. Altrimenti è stato solo un atto politico”.

E mentre l’ong tedesca esulta – “La nostra missione umanitaria è finalmente compiuta”, twitta – il ministro rilancia il suo decreto sicurezza bis e la sfida agli alleati di governo perché lo approvino domani in Consiglio dei ministri: “Resta un tema fondamentale: la difesa dei confini nazionali e l’ingresso in Italia di un gruppo di sconosciuti dev’essere una decisione dalla politica (espressione della volontà popolare) o di magistrati e ong straniere?”, dicono dal Viminale, “La vicenda SeaWatch3 conferma una volta di più l’urgenza di approvare il decreto Sicurezza Bis già nel Consiglio dei ministri di domani, per rafforzare gli strumenti del governo per combattere i trafficanti di uomini e chi fa affari con loro”.

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