Semplice o sostenibile così la moda è in streaming

«Quando i tempi diventano complessi gli abiti diventano più semplici perché la semplicità è un antidoto alle inutili complicazioni» dice Miuccia Prada nella nota distribuita via mail alla stampa che da ieri fino alprossimo giovedì segue la Milan Fashion Digital Week. Parlare con lagrande signora del made in Italy non è mai facile e tanto meno scontato: spesso richiede una vera decodificazione. Stavolta, invece, per lei parlano gli outfit (unasessantina tra uomo e donna) presentati con un video girato in cinque atti da altrettanti creativi di fama mondiale: JuergenTeller, Willy Vanderperre, Terence Nance, Joanna Piotrowska e MartineSims.

Il risultato è un bellissimo film a episodi su qualcosa che tutti conoscono e di fatto amano: lo stile Prada. I capi sono di fondo classici, con tinte basilari tipo bianco, nero, grigio o cammello e costruzioni impeccabili. Le donne hanno quel non so che d’intelligente: una precisa attitudine dell’anima mutuata dal corpo (o viceversa) per cui non sembrano leziose nemmeno con il vestito da ballerina tagliato sopra a bustier e sotto come un lungo tutù decorato perfino da una striscia di pizzo al laser. Gli uomini sembrano navigare nei loro cappotti ma sono dei bravissimi capitani di lungo corso del più classico sportswear. La cosa più interessante sono i materiali come un tessuto sostenibile che Patrizio Bertelli chiama «Renylon» nel corso di un’intervista fatta da Alan Friedman per la piattaforma di Camera Moda. «Per me la sostenibilità è il nuovo Rinascimento, qualcosa su cui tutti ci dobbiamo impegnare» conclude l’imprenditore toscano. Il primo a dargli ragione è Massimo Giorgetti, Deus ex machina di MSGM marchio che diventerà plastic free entro un anno e che ieri in show room ha presentato a un ristretto gruppo Fantastic Green, una capsule tutta sostenibile. Sulla piattaforma della Digital fashion week è stata lanciata la collezione Resort 2021 con un video girato a Milano dal regista Luca Finotti dopo un complicato casting su Instagram. «Abbiamo cercato ragazzi di tutte le etnie e senza pregiudizi perché nell’azione c’è anche un bacio saffico e uno gay oltre alla presenza nel cast di Francesco, un ventunenne di Rimini che ha da poco cambiato sesso» racconta il designer precisando che prima di girare tutti si sono sottoposti al test sierologico, anche i genitori convocati sul set per vigilare sull’unica minorenne prescelta. Inevitabile a questo punto chiedere se il film di MSGM che per lacronaca s’intitola «Non so dove ma insieme» è inclusivo per vocazione oppure per salvarsi dall’ondata di politically correct che si sta abbattendo sulla moda. Per esempio, una settimana fa la stampa americana ha attaccato il meraviglioso cortometraggio di Matteo Garrone per l’alta moda di Dior perché non c’era nemmeno una modella di colore in una narrazione ispirata dai miti ellenici. Giorgetti risponde in modo disarmante: «Non volevo lanciare nessun messaggio, faccio solo i conti con un nuovo tipo d’italianità. Ho una passione per gli asiatici e non a caso MSGM ha 20 negozi in Asia e 2 in Europa. Il rispetto di ogni orientamento sessuale mi sembra il minimo e per dirla tutta noi in America non abbiamo mai sfondato». Non è certo l’unico a farequesti discorsi con buona pace di questa benedetta piattaforma italiana in cui tutti (tranne Bertelli) parlano solo in inglese con un provincialismo degno di miglior causa. L’orgoglio italiano torna in scena con il video emozionale di Alberta Ferretti. Certo le immagini della grande bellezza d’Italia alla fine predominano sui vestiti e non era questo lo scopo.



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