Sondaggi, boom di Fratelli d’Italia: il centrodestra sfiora il 50%

Il centrodestra non arretra e continua a spaventare il governo giallorosso: gli ultimi sondaggi premiano la coalizione che, se si tornasse a votare, sfiorerebbe il 50%. Un risultato che parla chiaro e che vede un clamoroso boom di Fratelli d’Italia, che ora si porta a soli 5 punti di distanza dalla Lega. Il Carroccio di Matteo Salvini resta stabilmente al primo posto (23,1%, -0,9), seguito da Partito democratico (19,6%, -0,8) e Movimento 5 Stelle (18,9%). I grillini tornano a crescere e guadagnano lo 0,9%, ma devono tenere la guardia molto alta: il partito di Giorgia Meloni ha raggiunto il miglior risultato di sempre, attestandosi al 18% con un incremento dell’1,7%. Forza Italia occupa il quinto posto con il 6,9%, in calo dello 0,3. Alle spalle si collocano Sinistra Italiana-Articolo uno con il 2,9% (+0,6%), alla pari con Europa Verde (+1%); Azione (-0,3) e Italia Viva (-0,4%) concludono con il 2,5%.

L’accordo trovato a Bruxelles avrebbe apportato dei benefici all’esecutivo giallorosso, che ora pare possa godere di un indice di gradimento pari a 61 (+4) raggiungendo così il livello più elevato del Conte bis. Anche il gradimento personale nei confronti del presidente del Consiglio vede un aumento da 63 a 65 (ad aprile, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, aveva raggiunto il picco di 66). L’ultimo sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera conferma che la stessa tendenza positiva riguarda i leader e i capidelegazione della maggioranza; quelli dell’opposizione fanno segnare una sostanziale stabilità rispetto al mese di giugno.

Il referendum

Il 20 e il 21 settembre rappresentano due date importantissime per il nostro Paese. In totale saranno 7 le Regioni chiamate al voto: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto. Si tratterà di una sorta di election day, considerando che le elezioni Regionali – stando al decreto Elezioni da poco approvato – saranno accorpate al primo turno delle Amministrative e al referendum sul taglio dei parlamentari.

A oggi solo un italiano su tre (35%, in crescita di 7 punti rispetto al mese scorso) è a conoscenza della possibilità di confermare o respingere la riforma che prevede la riduzione del numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200). Ben tre intervistati su quattro (72%, contro il 67% di giugno) giudicano molto o abbastanza importante il referendum. Il risultato appare davvero scontato: il 49% (+3% rispetto a giugno) dichiara che voterebbe a favore; solamente l’8% dichiara che si esprimerebbe contro. Anche i pronostici sembrano essere netti: il 48% si aspetta che la riforma sarà approvata; il 12% è di parere opposto; il 40% non si esprime.



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