Strega, finale televisiva con scrutinio in diretta

Si prepara un’edizione televisiva per la finale del Premio Strega 2020: nella migliore delle ipotesi da Villa Giulia, a Roma, con lo scrutinio dei voti in diretta e gli autori della cinquina presenti, senza pubblico.
    Nell’era della pandemia anche il più ambito riconoscimento letterario italiano rivede la sua tradizionale formula di partecipazione ma, ha tutta l’intenzione di rispettare date e scadenze con la prima votazione, quella della cinquina, il 9 giugno, preceduta l’8 giugno dall’annuncio del vincitore del Premio Strega Giovani, e la finale, il 2 luglio. E il 6 maggio è stato assegnato il Premio Strega Ragazze e Ragazzi vinto da due donne: Marta Palazzesi con Nebbia (Il Castoro), per la categoria +6 e l’americana Lynda Mullaly Hunt con ‘Una per i Murphy’ (Uovonero), per la categoria +11.
    “Seguiamo lo sviluppo della pandemia. Se la Fase 2 va bene faremo una serata finale al meglio delle possibilità consentite.
    Solo televisiva – stiamo prendendo accordi con la Rai per le modalità e la conduzione – con gli autori presenti e lo scrutinio dei voti in diretta. Lo spazio di Villa Giulia è grande, ogni anno per la finale è affollato da 1.500 persone, ma non consente il distanziamento previsto dalle misure di sicurezza. Se la Fase 2 non andrà bene faremo un altro percorso, troveremo un’alternativa sempre in diretta. Per me la discriminante sono le librerie aperte dove si deve poter andare dopo la proclamazione del vincitore, altrimenti non ha senso” spiega all’ANSA Stefano Petrocchi, fresco della riconferma per il triennio 2020-2022 alla direzione della Fondazione Bellonci.
    “Al momento – aggiunge – nessuna ipotesi di spostamento”. Quanto alla votazione online dei giurati “era arrivata quasi al 90% negli ultimi anni. Su 660 votanti arrivavano una cinquantina di schede ormai”.
    Per la cinquina che vede tra i favoriti ‘Il colibrì’ (la Nave di Teseo) di Sandro Veronesi, ‘La misura del tempo’ (Einaudi) di Gianrico Carofiglio e Gian Arturo Ferrari con ‘Ragazzo italiano’ (Feltrinelli) si sapeva da tempo che non sarebbe stata votata nelle sede storica di Casa Bellonci, in ristrutturazione per diventare una Casa Museo. Ma anche lo spostamento al Tempio di Adriano, a Roma, viene ripensato in forma digitale. “I lavori a Casa Bellonci, interrotti per il Coronavirus, sono ripresi. Stiamo pensando di fare la votazione della cinquina al Tempio di Adriano in forma di diretta streaming. D’altra parte sono anni che viene trasmessa in diretta streaming da Rai Cultura” dice Petrocchi. Anche lo Strega Giovani, annunciato di solito alla Camera dei Deputati si sta pensando come farlo al meglio. “La Camera è partner del premio e penso che la soluzione migliore potrebbe essere sempre in diretta sul sito della Camera. E’ tutto in via di definizione” sottolinea il direttore della Fondazione Bellonci.
    Nell’edizione 2020 del Premio Strega – con nei dodici finalisti anche Silvia Ballestra, Marta Barone, Jonathan Bazzi, Alessio Forgione, Giuseppe Lupo, Daniele Mencarelli, Valeria Parrella, Remo Rapino, Gian Mario Villalta – ci sono due tipi di autori: “molto noti e figure di lungo corso, come Veronesi, Carofiglio, Ferrari, Balestra e Parrella. E poi ci sono dei giovani sorprendenti, al primo o secondo libro, che sono molto forti, anche per il Premio Strega Giovani. Penso che la cinquina vedrà la presenza degli uni e degli altri. Mi aspetto un’edizione combattuta” dice Petrocchi.
    L’impegnativo tour dello Strega e la serie di incontri con i finalisti sono approdati tutti sulle piattaforme che hanno riservato molte sorprese. “Stiamo per concludere il ciclo con Piccoli Maestri per il premio Strega Giovani ed è la prima volta. Con BPER Banca sono partiti incontri online che ci consentono di raggiungere anche i 200 giurati all’estero. Stanno andando bene, i primi due hanno avuto una media di 400-500 contatti. E con alcuni festival stiamo lavorando per tornare anche sul posto. Tra questi Parma Capitale della Cultura e Benevento dove faremo a fine maggio un incontro online con gli autori. Credo, comunque che questa nuova modalità di incontro sarà mantenuta anche dopo, il pubblico vince la timidezza.
    L’incontro fisico con il firma copie non sarà comunque mai sostituito” spiega. Il 2019 è stato “sia per la Fondazione, che ha chiuso in crescita, sia per il Premio, un anno molto positivo. Orami da un paio d’anni le cinquine entrano nella classifica dei libri più venduti. L’emergenza Covid-19 sconvolge un po’ questo panorama. La scommessa è portare avanti le nostre attività in questo momento di crisi di tutta la filiera del libro” sottolinea Petrocchi. 
   


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