Tra Celestini e Lavia, weekend numero zero per il teatro italiano

Da Ascanio Celestini finalmente “dal vivo” a Pesaro con il suo ormai storico “Radio Clandestina” a Monica Guerritore e Gabriele Lavia ancora solo sullo schermo di Rai5 in “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman. E’ il week end numero zero per il Teatro italiano, ancora solo digital fino a domenica. Ma che da lunedì 15 giugno per decreto potrà tornare ad alzare il sipario, seppure tra ingressi contingentati e misure sanitarie, che ancora tengono chiusi quasi tutti i palcoscenici. Una situazione in cui si dovrà trovare una strada, per ora simbolicamente incarnata da “L’attore nella casa di cristallo” di Marco Baliani ad Ancona, con gli interpreti chiusi singolarmnete in teche di vetro che cercano di non perdere la memoria del loro mestiere. Ma c’è anche il 35/o compleanno di Romaeuropea Festival che, in attesa di tornare in scena a settembre, festeggia con la maratona streaming di 24 ore del monumentale “Mount Olympus. To glorify the cult of tragedy” di Jan Fabre; il “Fase Show” di Franco Ventura e Roberto Rocchetti, in carne ed ossa a Roma; e Lino Guanciale, per Emilia Romagna Teatro Fondazione su Rai Radio3 a leggere i “Dialoghi di profughi” di Bertolt Brecht. 
   


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