“Tridico è stato un disastro”. Terremoto giallorosso sull’Inps

Clamorosi ritardi nell’erogazione della cassa integrazione, criticità, passi falsi e falle: Pasquale Tridico è finito nel mirino di tutta la politica italiana. Se fino a poche ore fa era solo il centrodestra a puntare il dito contro l’economista della Sapienza, ora pure il governo giallorosso ha perso la pazienza e ha reagito in maniera dura. Recentemente c’è stato un acceso faccia a faccia tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente dell’Inps: il premier, pur consapevole dello sforzo compiuto per rispondere a tutte le domande pervenute in questi mesi, si è definito “fortemente insoddisfatto” per quanto riguarda i ritardi dei pagamenti.

L’avvocato ha rimproverato al numero uno dell’Istituto nazionale previdenza sociale di essersi esposto troppo, senza tener conto dei “problemi che si sarebbero presentati“. Appare evidente come nessuno gli abbia perdonato la promessa di pagare tutti gli arretrati entro il 12 giugno, visto che a oggi sono 25mila i lavoratori in attesa della Cig (a cui si aggiungono le 130mila domande presentate a giugno). Parole nette a cui è seguita la forte presa di posizione da parte di Matteo Renzi: “Tridico è stato un disastro. Ha sbagliato perfino sui bonus agli autonomi, dando la colpa agli hacker, sulla cassa integrazione. Non dovrebbe essere richiamato: dovrebbe essere licenziato“. Dai piani alti dell’esecutivo – nonostante i cannoneggiamenti – arriva la “piena fiducia” nel suo operato, ma c’è chi è pronto a scommettere che la partita non è ancora chiusa.

Governo contro Tridico

Anche Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva, ha chiesto un’urgente sostituzione: “Alla prova dei fatti la gestione dell’Inps è stata gravemente insufficiente, alimentando disagi e malcontento tra i cittadini e le imprese“. Nel mirino è finita la disastrosa gestione dei pagamenti su tutti i fronti: bonus 600 euro agli autonomi, cassa integrazione in deroga, voucher baby sitter, consegna pin per i pagamenti, sito internet bloccato per ore e con i dati degli utenti in chiaro.

Dichiarazioni chiare, che non lasciano spazio a libere interpretazioni, sono arrivate pure da Roberto Gualtieri nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Agorà su Rai3: il ministro dell’Economia ha ammesso che ci sono stati “dei ritardi inaccettabili“. L’Inps “ha pagato tutte le domande fino a giugno ma ce ne sono ancora 20mila“. Per il titolare del dicastero di via Venti Settembre, pur essendo stati accorciati i tempi della cassa integrazione rispetto ai periodi ordinari, ciò non è stato “abbastanza” in un periodo “emergenziale come questo“.

Centrodestra chiede le dimissioni

Tridico ha diffuso dati falsi che anche il Consiglio di vigilanza della stessa Inps, presieduto dal sindacalista Loy, ha smentito. Conclusione, Tridico se ne deve andare“, tuona Maurizio Gasparri di Forza Italia. Gli fa eco Anna Maria Bernini, che ha accusato Conte di aver dato copertura a Tridico quando sostenne “la fantomatica tesi degli attacchi informatici” per il sito andato in tilt sull’erogazione dei 600 euro. Adesso il presidente dei senatori forzisti si chiede se Tridico sia in grado di garantire una guida autorevole all’Istituto che gestisce le pensioni: “Ma siccome l’Inps è lo specchio del fallimento del governo, Tridico resterà al suo posto, e quella in atto è solo l’ennesima sceneggiata“.

Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, spinge per le dimissioni dopo i vari caos che si sono creati sotto la sua gestione: “Gli italiani non possono più continuare a pagare sulla propria pelle l’incapacità di questo governo e di chi non dovrebbe sedere mai più ai vertici delle istituzioni“. Analoga è la posizione della Lega, che nella persona del deputato Claudio Durigon ha espresso la propria insoddisfazione nei confronti dell’operato dell’Inps: “Il percorso di Tridico all’Inps è finito. Si trovi una figura in grado di rispondere alle delicate esigenze del momento che stiamo vivendo“.



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