“Un altro sarebbe stato già sostituito”. Ecco la parabola di Casalino

“Quando sono stato nominato non avevo neanche un account Facebook. A quel punto ho scelto i miei collaboratori e ho scelto i migliori, i più talentuosi. Ho scelto Casalino dopo aver parlato con lui”. Così, solo qualche settimana fa, il premier Giuseppe Conte ha voluto elogiare il portavoce del governo che ha mosso i suoi primi passi nel mondo dei mass media come concorrente della prima edizione del Grande Fratello.

La rapida carriera di Rocco Casalino nel M5S

Rocco Casalino, 48 anni, da quell’esperienza risalente al 2000, ha fatto molto strada diventando prima conduttore tivù, poi giornalista professionista e, infine, militante del M5S. La carriera politica non decollerà mai perché proprio i militanti grillini si oppongono a una sua candidatura per le Regionali lombarde del 2012, mentre prosegue la carriera professionale da giornalista. Con l’ingresso dei pentastellati in Parlamento, Casalino nel 2013 viene chiamato a gestire la comunicazione del gruppo M5S in Senato. Cinque anni dopo diventa portavoce e capo dell’ufficio stampa del premier Conte, per volontà dell’allora capo politico Luigi Di Maio che pensava e sperava così di controllare le mosse dell’ “avvocato del popolo”.

Tutti gli errori di Casalino

Da quel momento viene investito da continue critiche e polemiche. “Tutti gli incidenti comunicativi provengono da lui. Basti pensare a cos’è successo con l’Ordine dei Giornalisti durante il lockdown. A me ha detto che mi denunciava”, ricorda il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi che più volte è stato critico nei confronti del portavoce del governo. Nel mese di maggio, proprio nel corso di un’intervista rilasciata a ilGiornale.it, Anzaldi metteva in evidenza “il disastro” delle conferenze stampa iniziali: “Gli annunci per occupare le prime pagine dei giornali, senza prima aver preparato a dovere i provvedimenti, si sono rivelati dei drammatici autogol, come la fuga nottetempo da Milano, le critiche di industriali e sindacati a Dpcm annunciati senza che fossero scritti e concertati”.

Già prima della pandemia, per l’esattezza nei giorni in cui cadde il Ponte Morandi, Casalino fu oggetto di forti critiche dopo che divenne pubblico un messaggio audio in cui si lamentava di non potersi fare nemmeno un paio di giorni di ferie, a causa della tragedia che aveva colpito Genova. Il Pd insorse e ne chiese le dimissioni. “Che squallore, ma quando se ne va?”, chiese la deputata Alessia Morani, mentre la collega Anna Ascani sentenziò: “Non è degno di servire le istituzioni”. Quando, invece, Franco Bechis diffuse l’audio in cui Casalino assicurava: “Ci sarà un Conte ter…”, a chiederne la testa fu il deputato renziano Luciano Nobili che twittò: “Rocco Casalino, portavoce del Presidente del Consiglio, smentisce Conte. Evidentemente il Paese è in mano a Casalino e a Palazzo Chigi sono alla ricerca di una nuova maggioranza. ConteTer? Auguri, si chiama ConteTer perché durerebbe tre mesi”. Nel settembre 2018, invece, l’ex concorrente del Grande Fratello arrivò a minacciare i tecnici del Tesoro che erano in cerca dei fondi per il reddito di cittadinanza: “Se non vogliono uscire i soldi, nel 2019 faremo fuori una marea di gente del Mef. Questi pezzi di m… Non è accettabile che non si trovino 10 miliardi del cazzo, non è che stiamo parlando di 200 miliardi…”.

Oggi, invece, Anzaldi ci ricorda un episodio molto più recente: “Anche qualche giorno fa, quando si trattava per Aspi, il ministro Guerini indicava Casalino come l’autore delle soffiate che arrivano al Fatto Quotidiano”. Secondo il deputato renziano, che negli anni ’90 è stato capo ufficio stampa di Francesco Rutelli in Campidoglio, “Un altro collega sarebbe già stato sostituito e, invece, lui non so perché, ma resta lì…”. E, non solo.”Suggerisce tutto perché Conte legge sempre”.

I meriti della popolarità del premier Conte

E sono proprio questi suggerimenti che, durante il lockdown, hanno fatto la fortuna del premier. Ne è convinto l’ex ministro del Turismo, il leghista Gian Marco Centinaio che, a ilGiornale.it dice: “Casalino è quello che ha costruito il personaggio Conte durante il lockdown ed è riuscito a farlo passare da signor nessuno ad apparentemente uno statista attraverso conferenze stampa dove il premier comunicava tanto anche se, in realtà, non faceva niente”. Di diverso avviso è, invece, il vicepresidente di Swg, Maurizio Pessato, che ci spiega: “L’impressione è che, certamente, ci sarà una bravura in chi segue il premier, ma la crescita di consenso di Conte dipende soprattutto proprio dalla sua persona”.

Secondo il sondaggista “siamo di fronte a una popolarità dovuta al momento perché non era così prima dell’emergenza e neanche con l’altro governo, se non agli inizi grazie alla classica luna di miele” e, perciò, il merito di questa crescita di consensi dipende solo relativamente allo spin doctor. “Anche la Merkel la davano per finita, ma ora, grazie al covid, si è ritrovata ad avere un gradimento che non aveva da tempo”, puntualizza Pessato che invita a distinguere il Conte prima del Covid dal Conte che abbiamo visto dopo lo scoppio della pandemia.

Tra i parlamentari grillini, infatti, c’è chi fa notare quanto l’assenza nel governo giallorosso di due leader come Luigi Di Maio e Matteo Salvini abbia giovato al premier. “Conte è diventato forte quando Salvini ha fatto cadere il governo e Di Maio era già morto”, dicono i più maliziosi che ricordano: “Nel periodo in cui Di Maio rincorreva Salvini c’era Casalino a gestire la sua comunicazione”, imputando a lui tutta una serie di errori che hanno favorito la crescita della Lega. “Se parli di impeachment al presidente Mattarella, presenti il reddito di cittadinanza come una manna dal cielo, è ovvio che Di Maio perde 10-15 punti come li ha persi il Movimento. Solo dopo le Europee, Di Maio è rinato… “.



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