Un pm aveva appena liberato l’immigrato che ha attaccato gli agenti a Torino

Ndiaye Migui non è nuovo alle forze dell’ordine. Viveva in una baracca che si era costruito in Barriera di Milano, non lontano dal posto dove ha attaccato i due agenti. Sino stati proprio alcuni dipendenti del supermercato a chiederne l’intervento quando si sono accorti del giaciglio di fortuna. A fine marzo l’immigrato aveva già aggredito altri poliziotti. In quell’occasione, come si legge nel verbale, il pm lo aveva subito liberato “pur non essendo riusciti a risalire all’identità e alla posizione giuridica del soggetto in questione”. E lo aveva fatto con una semplice telefonata. Una decisione osteggiata anche dagli agenti che nel redigere il verbale avevano messo nero su bianco che riferivano quanto accaduto “per doverosa conoscenza”. La decisione del magistrato di rimettere in libertà un soggetto come Ndiaye Migui ha così portato a un’altra giornata di violenze che avrebbero potuto essere evitate.

“Nelle ultime settimane c’è un crescendo di violenze che deve preoccupare tutti”, lamenta il segretario nazionale del Siap, Pietro Di Lorenzo. “Non è accettabile in alcun modo che si conceda accoglienza e tutele a chi potrebbe uccidere un comune cittadino o un poliziotto – continua – e che si continui a permettere la permanenza in Italia a chi non ha titolo”. Una volta che il senegalese è stato portato in Questura, è infatti venuto anche fuori che ha a suo carico due provvedimenti di espulsione, uno del questore di Cuneo e uno del questore di Torino. “Adesso – fanno sapere dal Viminale – è anche accusato di tentato omicidio”.

“Il fatto – fa notare Di Lorenzo – è indice di una assoluta mancanza di timore e rispetto verso le forze di polizia”. Anche durante i controlli in Questura, l’immigrato ha infatti provato ad attaccare il personale, che lo aveva in custodia, gridando, tra le altre cose, insulti contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Non ci sarà alcuna tolleranza per balordi e violenti che attaccano le forze dell’ordine”, ha assicurato il ministro dell’Interno confermando il pugno duro per riportare la sicurezza e l’ordine nel Paese.