Vaccini, la mappa: ecco dove sono salite le coperture. E dove sono calate

Dove sono cresciute le coperture vaccinali? E dove si sono ridotte? Per rispondere a queste domande, Wired ha messo a confronto i dati raccolti nell’inchiesta Vaccini d’Italia. Nello specifico, quelli relativi alle coperture a 24 mesi per le coorti di nascita 2013 e 2014, registrate rispettivamente nel 2015 e nel 2016.

La risposta è che l’andamento è a macchia di leopardo. Con qualche tendenza però definita. Una su tutte, c’è un serio problema in Alto Adige. Dove cioè coperture già basse si accompagnano a una ulteriore contrazione. Tutti i dati sono visualizzati in questa mappa:


Di default viene visualizzata la situazione relativa al morbillo, vaccinazione che fa un po’ da cartina di tornasole, dato che è uno di quelli più contestati dai no vax. Sempre per via della bufala secondo la quale causerebbe l’autismo, smentita più volte, ma comunque capace di ridurre le coperture.

Ed è proprio guardando a questa malattia che emerge la questione altoatesina. Detto che le zone colorate in verde sono quelle in cui le coperture sono aumentate, mentre quelle tendenti al rosso le hanno viste diminuire, si possono utilizzare i filtri per zoomare sulla provincia di Bolzano.

Nel distretto di Merano, dove nel 2015 era stavo vaccinato il 59,1% dei bambini, nel 2016 non si è andati oltre il 58,1%. La copertura si è insomma ridotta di un punto percentuale, allontanandosi ancora di più dall’obiettivo del 95%. Nel distretto di Brunico il calo è stato addirittura del 2,5%. Ma questa tendenza a non vaccinare i bambini contro il morbillo ha invaso anche la provincia di Trento. Il distretto di Fiemme, al confine con l’Alto Adige, ha registrato un calo del 3,8%.

La riduzione maggiore della copertura del vaccino contro il morbillo si registra però nel distretto di Isernia, in Molise. Qui la riduzione è stata addirittura del 17,5%, con una percentuale di bimbi vaccinati entro i 24 mesi scesa dal 73,7% del 2015 al 56,2% del 2016.

Utilizzando il filtro posto sopra la mappa è possibile visualizzare la situazione relativa ad altre vaccinazioni. Per quelle contro parotite e rosolia la situazione è simile a quella del morbillo. Del resto, questi tre vaccini vengono normalmente somministrati insieme. A macchia di leopardo anche la situazione legata all’esavalente. Ovvero il vaccino che protegge contro poliomielite, tetano, pertosse, difterite, epatite B e Hib.

Di fatto obbligatorio già prima del decreto Lorenzin, le coperture confermano però ulteriori cali in Alto Adige, in particolare nei distretti di Bolzano e di Merano. In controtendenza, invece, la situazione relativa al meningococco di tipo C. Un vaccino non obbligatorio, per una malattia che però spesso finisce per riempire le cronache. Ma la copertura in generale cresce, anche sulle Dolomiti. Fa eccezione in particolare il distretto sanitario di Teramo, in Abruzzo, dove si è registrata una riduzione delle coperture di oltre il 15%.

Ulteriore conferma che sono molti i fattori che incidono sulla scelta di vaccinare o meno i figli. Certo la propaganda no vax, sicuramente i casi di cronaca, ma anche l’organizzazione dell’offerta vaccinale. Che in un Paese che ha, di fatto, 21 sistemi sanitari, tanti quanti le regioni e le provincie autonome, non può che essere a macchia di leopardo. Esattamente come le coperture.

FONTE: Wired.it